Carlo Cracco lancia l'allarme sul vino e introduce il mezzo bicchiere nei ristoranti

Carlo Cracco segnala il calo dei consumi di vino legato ai prezzi in crescita e propone il mezzo bicchiere nei ristoranti per rendere più accessibile il consumo, mentre i dati confermano un calo delle esportazioni italiane.

Carlo Cracco
Carlo Cracco lancia l'allarme sul vino e introduce il mezzo bicchiere nei ristoranti

Lo chef Carlo Cracco interviene sul momento difficile che sta attraversando il settore vinicolo, sottolineando come il calo dei consumi sia strettamente legato all’aumento dei prezzi. A margine di Vinitaly 2026, dove cura il ristorante del padiglione Emilia-Romagna, spiega che il vino resta un prodotto da condividere a tavola, ma oggi serve ripensare il suo costo per renderlo più accessibile.

Tra le soluzioni adottate nei suoi locali emerge il mezzo bicchiere, una proposta che permette ai clienti di degustare senza affrontare una spesa elevata. Una scelta pratica, che spesso nasce direttamente al tavolo, dividendo una porzione tra due persone. In questo modo, anche chi ha un budget più limitato può concedersi un assaggio.

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Secondo Cracco, l’aumento dei prezzi è una conseguenza diretta dei costi di produzione più alti. In questa fase, ristoratori e produttori devono trovare un equilibrio per non perdere il rapporto con i clienti. Il ruolo dei ristoranti resta centrale perché è proprio a tavola che si costruisce la cultura del vino, accanto ai piatti e all’acqua.

La gestione della carta dei vini diventa quindi decisiva. I ristoratori devono distinguere tra etichette più accessibili e produzioni limitate, spesso difficili da reperire. Con i vini più diffusi è possibile incentivare la degustazione anche in piccole quantità, offrendo esperienze più flessibili e alla portata di tutti.

Durante la manifestazione veronese, Cracco propone un menu ispirato alla tradizione romagnola, con tagliatelle al ragù e un uovo soffice accompagnato da Parmigiano, aceto balsamico e radicchio. Tra le proposte anche una piadina con asparagi e albicocche, oltre alla versione classica con prosciutto, da abbinare a un rosé.

I numeri confermano le difficoltà del settore. Nel 2025 le esportazioni italiane di vino si sono fermate a 7,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,7% rispetto all’anno precedente. Anche i volumi sono scesi, con 22,6 milioni di litri in meno e una perdita complessiva di circa 300 milioni di euro.

Gli Stati Uniti, primo mercato per il vino italiano, registrano un calo significativo con un valore di 1,75 miliardi di euro e una contrazione del 9,1%. In Europa la Germania mantiene il primato tra gli importatori con circa 1,14 miliardi, mentre il Regno Unito segna una diminuzione del 3,8%.

Tra le possibili alternative si guarda al Sud America, con il Brasile indicato come mercato da sviluppare. Una strada ancora poco esplorata che potrebbe offrire nuove opportunità per compensare le perdite registrate negli altri Paesi.