William incassa milioni da un carcere vuoto e scoppia il caso Dartmoor

William percepisce 2,5 milioni di sterline per il carcere di Dartmoor chiuso per radon, soldi pubblici versati nonostante la struttura sia inutilizzata da oltre un anno e priva di detenuti e personale.

William
William incassa milioni da un carcere vuoto e scoppia il caso Dartmoor

Il Principe William ha ricevuto almeno 2,5 milioni di sterline dal Ministero della Giustizia britannico per l’affitto del carcere di Dartmoor, nel Devon, anche dopo la sua completa evacuazione. La struttura è stata svuotata più di un anno fa a causa di livelli elevati di gas radon, ritenuti pericolosi per la salute.

Nonostante l’assenza di detenuti e personale, il pagamento dell’affitto è proseguito senza interruzioni. Il carcere, di proprietà del Ducato di Cornovaglia gestito dall’erede al trono, continua quindi a generare entrate pubbliche mentre resta inutilizzabile.

Leggi anche: Riscatto da 6 milioni, conto vuoto: ore decisive per la scomparsa di Nancy Guthrie

La vicenda emerge da un’inchiesta che analizza i cosiddetti Duchy Files, documenti relativi ai proventi dei patrimoni immobiliari della famiglia reale. Tra questi figurano numerosi contratti con lo Stato per l’utilizzo di edifici pubblici, tra cui strutture sanitarie, scuole e caserme.

Il caso Dartmoor ha acceso le critiche per la gestione di questi accordi. I rappresentanti del Principe William hanno difeso l’intesa, spiegando che si tratta di contratti stipulati secondo criteri commerciali standard e che sono in corso trattative con il governo per rivedere la situazione.

Restano però dubbi sulla trasparenza fiscale. L’entourage del Principe non ha fornito dettagli precisi sulle tasse pagate in relazione a questi introiti, mentre diversi parlamentari chiedono chiarimenti sui guadagni derivanti da immobili pubblici.

La polemica arriva in un momento delicato per la monarchia britannica, già segnata da altre controversie. La gestione dei patrimoni reali torna così al centro del dibattito politico, con richieste di riforma per limitare i profitti ottenuti da strutture finanziate con fondi pubblici ma non operative.