Luca Spada accusato di sei omicidi durante i trasporti sanitari
Luca Spada è accusato di sei omicidi per presunte embolie provocate durante trasporti sanitari. L’inchiesta nasce dalla morte di un’anziana e da anomalie nei decessi segnalate dai carabinieri.
L’indagine su Luca Spada, autista di ambulanze della Croce Rossa, ha portato alla contestazione di sei omicidi volontari aggravati. Il giovane, 27 anni, è stato arrestato e si trova in carcere da sabato per la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta lo scorso ottobre. L’interrogatorio davanti al giudice è fissato per mercoledì, quando potrà decidere se rispondere alle accuse.
Secondo la Procura di Forlì, il caso presenta caratteristiche fuori dall’ordinario. Gli investigatori parlano di un numero anomalo di decessi avvenuti durante i trasporti sanitari affidati allo stesso operatore. A Spada vengono contestate aggravanti come la minorata difesa delle vittime e la violazione dei doveri legati al servizio pubblico.
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Al centro dell’inchiesta c’è la morte di Deanna Mambelli. Gli inquirenti ipotizzano che sia stata causata da un’iniezione di aria nel sistema venoso, provocando un’embolia fatale. Una tecnica difficile da rilevare, perché l’aria tende a dissolversi rapidamente nel corpo e rende complessa la conferma anche attraverso l’autopsia. Per questo motivo, al momento, non è prevista la riesumazione di altri corpi.
Un elemento chiave riguarda un tentativo di controllo fallito. I carabinieri avevano installato una telecamera nascosta su un’ambulanza per documentare eventuali irregolarità, dopo segnalazioni su un numero eccessivo di morti. Tuttavia, proprio durante un episodio sospetto, il dispositivo non ha registrato nulla, lasciando senza prove dirette quanto accaduto all’interno del mezzo.
Gli investigatori stanno cercando di chiarire anche il possibile movente. Non è ancora emersa una spiegazione precisa, ma sono stati rilevati contatti tra Spada e il settore delle onoranze funebri. Durante le indagini è stata sequestrata una divisa presso un’agenzia, anche se non collegata ai casi finora contestati. Alcuni testimoni parlano di rapporti professionali più stretti, ma al momento non risultano riscontri ufficiali.
L’inchiesta resta aperta e potrebbe allargarsi. Gli inquirenti stanno esaminando altri trasporti effettuati dall’autista e analizzando le cartelle cliniche delle persone decedute per verificare eventuali coincidenze. L’obiettivo è stabilire se ci siano altri casi simili e chiarire le reali cause delle morti attribuite finora a condizioni naturali.