Giacomo Bongiorni ucciso a Massa, il racconto della compagna sulla violenta aggressione

Sara Tognocchi racconta la morte di Giacomo Bongiorni dopo un’aggressione a Massa causata da un rimprovero a un gruppo di giovani. L’uomo è stato colpito più volte davanti al figlio mentre si trovava in piazza Palma.

Giacomo Bongiorni
Giacomo Bongiorni ucciso a Massa, il racconto della compagna sulla violenta aggressione

Una serata iniziata come tante si è trasformata in tragedia nel centro di Massa. Giacomo Bongiorni, padre di famiglia, è morto dopo essere stato aggredito brutalmente sabato sera in piazza Palma. Secondo la compagna Sara Tognocchi, non si è trattato di una caduta accidentale, ma delle conseguenze di un pestaggio prolungato.

Intorno alle 21.30, Bongiorni si trovava con la compagna, il fratello di lei, il figlio di 11 anni e alcuni amici. Il gruppo si era fermato in zona per prendere qualcosa da mangiare quando ha notato alcuni giovani lanciare bottiglie contro la vetrina di un negozio. Il fratello della donna è intervenuto con un richiamo pacato, chiedendo di smettere per evitare rischi a chi passava.

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La reazione è stata immediata e violenta. I ragazzi, inizialmente sei o sette, si sono avvicinati insieme ad altri sopraggiunti poco dopo, accerchiando Bongiorni e il cognato. Senza scambiare parole, hanno iniziato a colpirli ripetutamente. L’aggressione si è concentrata soprattutto su Bongiorni, che è stato gettato a terra e colpito più volte.

La compagna ha assistito alla scena, cercando aiuto e mettendo in salvo il bambino per evitare che venisse coinvolto. Nonostante le richieste di fermarsi, il gruppo ha continuato a colpire fino a quando, secondo il suo racconto, si è reso conto della gravità della situazione. Solo allora gli aggressori si sono allontanati.

Subito dopo, alcuni presenti hanno tentato di soccorrere l’uomo praticando il massaggio cardiaco. Sara Tognocchi ha raggiunto Bongiorni, trovandolo a terra con evidenti segni delle percosse. Dalle orecchie usciva sangue mentre il figlio gli teneva la mano, implorandolo di rialzarsi.

Poco dopo sono arrivati i carabinieri. In caserma, un testimone ha indicato uno dei presunti responsabili. La donna ricorda Bongiorni come un uomo affettuoso e presente, con cui aveva costruito un progetto di vita. I due avrebbero dovuto sposarsi a luglio e avevano già scelto la casa in cui vivere insieme.