Elezioni in Ungheria, Magyar batte Orbán dopo 16 anni di governo

Péter Magyar vince le elezioni in Ungheria e supera Viktor Orbán dopo 16 anni di governo, spinto da un’affluenza record e da un forte voto urbano. Il premier uscente ha riconosciuto la sconfitta con una telefonata diretta.

Ungheria
Elezioni in Ungheria, Magyar batte Orbán dopo 16 anni di governo

In Ungheria cambia la guida politica dopo oltre un decennio e mezzo. Péter Magyar, leader dell’opposizione, ha ottenuto una netta vittoria alle elezioni del 12 aprile 2026, costringendo Viktor Orbán a riconoscere la sconfitta. Il premier uscente ha contattato direttamente il rivale per congratularsi, come confermato dallo stesso Magyar.

Il risultato segna la fine di un lungo ciclo iniziato nel 2010, durante il quale Orbán ha consolidato il potere del suo partito Fidesz. Il confronto elettorale ha opposto due figure con un passato comune: Magyar, ex vicino all’establishment, ha costruito il movimento Tisza intercettando il malcontento diffuso tra gli elettori.

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L’affluenza alle urne ha toccato livelli mai registrati negli ultimi decenni. Già nel pomeriggio aveva votato oltre il 74% degli aventi diritto, un dato superiore anche a quello delle prime consultazioni libere del 1990. La partecipazione elevata ha contribuito a rendere evidente la portata del cambiamento.

Nonostante la vittoria, Magyar ha denunciato presunte irregolarità elettorali, parlando di segnalazioni raccolte in diversi seggi. Ha annunciato verifiche e possibili azioni legali nei confronti di chi avrebbe favorito pratiche scorrette durante il voto.

Il successo dell’opposizione assume un peso maggiore alla luce del sistema elettorale ungherese. Negli anni, la ridistribuzione dei collegi aveva favorito il partito di governo, riducendo l’impatto del voto urbano. Questa strategia, spesso indicata come gerrymandering, non è bastata a contenere l’avanzata di Magyar.

Anche il meccanismo dei cosiddetti voti di compensazione, pensato per rafforzare il partito in vantaggio, si è rivelato inefficace. Con circa il 55% dei consensi contro il 38% di Fidesz, il distacco ha reso inutile qualsiasi effetto correttivo previsto dal sistema.

A Budapest si registrano festeggiamenti diffusi tra i sostenitori dell’opposizione. Il risultato apre una fase politica diversa per il Paese, che negli ultimi anni aveva mantenuto una linea spesso distante dalle istituzioni europee. Il nuovo equilibrio interno potrebbe riflettersi anche nei rapporti con l’Unione Europea.