Enzo Ambrosino ucciso sotto casa a Induno Olona dopo una lite per debiti minimi

Enzo Ambrosino è stato ucciso a 30 anni durante un agguato sotto casa dopo il compleanno della figlia, scatenato da una lite per pochi soldi. Arrestato un uomo di 50 anni ritenuto responsabile dell’omicidio.

Induno Olona
Enzo Ambrosino ucciso sotto casa a Induno Olona dopo una lite per debiti minimi

La notte tra venerdì e sabato 11 aprile a Induno Olona (Varese) si è conclusa con un omicidio. Enzo Ambrosino, 30 anni, è stato aggredito a pochi passi dalla sua abitazione in via Porro mentre rientrava dopo aver festeggiato il compleanno della figlia. L’uomo, che da poco si era trasferito nella zona, è stato colpito con estrema violenza durante uno scontro improvviso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ad attenderlo c’era un gruppo di persone. In pochi istanti la situazione è degenerata in una rissa violenta, sentita distintamente anche dai residenti svegliati da urla e rumori. Sul luogo sono rimaste evidenti tracce di sangue, segno di una colluttazione durata diversi minuti tra i presenti.

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Alla base dell’aggressione ci sarebbe una disputa economica di modesta entità, legata a poche centinaia di euro. Le tensioni tra due famiglie erano già emerse nei giorni precedenti e l’incontro fissato in strada per chiarire la situazione si è trasformato in uno scontro fisico che ha coinvolto almeno cinque persone.

I Carabinieri hanno eseguito in poche ore il fermo di un uomo di 50 anni residente a Varese, indicato come autore materiale dell’omicidio. Sarebbe stato lui a colpire il trentenne al petto con un’arma da taglio. Durante la rissa anche l’aggressore ha riportato ferite, così come il padre e il fratello della vittima intervenuti nel tentativo di difenderlo.

Durante i rilievi, gli investigatori hanno sequestrato coltelli e oggetti contundenti, tra cui una mazza ferrata, ancora sporchi di sangue. Decisive per ricostruire la dinamica sono state le testimonianze raccolte sul posto e le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno permesso di individuare i movimenti dei presenti e un’auto sospetta ferma poco distante.

Tutti i soggetti coinvolti nello scontro sono stati denunciati per rissa e porto abusivo di armi. Restano sotto osservazione le condizioni di altri due feriti, ricoverati in gravi condizioni negli ospedali di Como e Niguarda, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità aggiuntive.