Ungheria al voto, Orban sfida Magyar tra pressioni internazionali

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Viktor Orban affronta le elezioni del 12 aprile in Ungheria con il rischio di perdere dopo 16 anni al potere, mentre la crisi economica e l’ascesa dell’ex alleato Peter Magyar ridisegnano gli equilibri politici del Paese.

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Seggi aperti oggi in Ungheria per una consultazione che potrebbe cambiare gli equilibri politici dopo oltre un decennio e mezzo di governo di Viktor Orban. Il premier, leader di Fidesz, affronta una tornata elettorale segnata da sondaggi incerti e da un’opposizione più compatta rispetto al passato.

A contendergli il potere è Peter Magyar, ex esponente dello stesso partito di Orban, oggi alla guida di Tisza. Negli ultimi due anni la sua formazione ha guadagnato terreno fino a diventare il principale riferimento per chi cerca un’alternativa all’attuale governo.

Il voto si svolge dalle 6 alle 19, con le prime indicazioni attese in serata. In gioco ci sono 199 seggi parlamentari: 106 assegnati nei collegi uninominali e 93 distribuiti con sistema proporzionale tra i partiti sopra la soglia del 5%.

La campagna elettorale ha attirato l’attenzione internazionale. Dagli Stati Uniti sono arrivati segnali espliciti di sostegno a Orban, considerato un punto di riferimento per l’area conservatrice. Negli ultimi mesi esponenti di primo piano hanno partecipato a eventi pubblici a Budapest, rafforzando l’asse politico con il leader ungherese.

Durante uno di questi appuntamenti, è intervenuto anche Donald Trump con un messaggio diretto agli elettori, invitandoli a sostenere Orban e lodando le sue politiche, in particolare sul fronte dell’immigrazione.

Parallelamente, anche la Russia osserva con attenzione l’esito del voto. Orban è ritenuto un interlocutore chiave all’interno dell’Unione Europea e della Nato, soprattutto per le sue posizioni che spesso rallentano decisioni comuni su temi come il sostegno all’Ucraina.

Negli ultimi anni, secondo fonti europee, il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó avrebbe mantenuto contatti frequenti con Mosca durante i vertici comunitari, condividendo aggiornamenti sulle discussioni in corso.

Non sono mancate accuse di possibili interferenze russe. Alcuni report parlano di tentativi di influenzare la campagna elettorale, mentre ipotesi su operazioni più gravi, come un presunto piano per simulare un attentato, sono state respinte dal Cremlino.

Il voto all’estero potrebbe avere un peso decisivo. Quasi mezzo milione di cittadini ungheresi residenti fuori dal Paese ha richiesto di partecipare per posta, soprattutto da Serbia e Romania, bacini tradizionalmente favorevoli a Orban.

Le ultime indiscrezioni indicano che anche a Mosca si considera possibile una sconfitta del premier uscente, scenario che segnerebbe la fine di una lunga fase politica e aprirebbe una nuova stagione per il Paese.

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