Il gene dei centenari del Cilento che protegge cuore e cervello

Annibale Puca ha individuato nel Cilento una variante genetica che protegge il cuore e rallenta l’invecchiamento, grazie allo studio su 600 centenari osservati per tre anni e confrontati con soggetti sani.

Cilento
Il gene dei centenari del Cilento che protegge cuore e cervello

Un gruppo di ricerca guidato da Annibale Puca, docente di Genetica all’Università di Salerno, ha identificato una variante genetica presente nei centenari del Cilento capace di difendere l’organismo dai principali disturbi legati all’età. I risultati sono stati presentati durante la terza edizione della Aging and Longevity Conference a Roma.

Al centro dello studio c’è il gene denominato Lav, associato a una maggiore resistenza a patologie cardiovascolari e neurodegenerative. Nei soggetti analizzati, questa variante sembra contribuire a ridurre il rischio di condizioni come ipertensione, aterosclerosi e deterioramento cerebrale tipico dell’età avanzata.

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Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno osservato per tre anni circa 600 centenari residenti nel Cilento, confrontando i loro dati genetici con quelli di individui sani della popolazione generale. Dall’analisi sono emerse modifiche specifiche nel Dna legate a una proteina che garantisce un vantaggio biologico significativo.

I test condotti hanno mostrato risultati concreti anche sul piano sperimentale. Nei modelli utilizzati, è stato possibile migliorare la funzionalità del cuore in condizioni di invecchiamento, recuperare tessuti danneggiati dal diabete e bloccare lo sviluppo di malattie come l’aterosclerosi e alcune patologie neurodegenerative, tra cui la Corea di Huntington.

La ricerca è partita da modelli animali per poi proseguire su cellule umane del sistema immunitario, confermando nel tempo l’efficacia della variante genetica individuata. Gli scienziati hanno inoltre osservato che il gene Lav è in grado di limitare il deterioramento cardiaco anche nei casi di progeria, una malattia rara che provoca un invecchiamento precoce.

Secondo i ricercatori, questo filone di studio potrebbe aprire la strada a nuove terapie mirate, basate sull’analisi del patrimonio genetico dei centenari. Il confronto tra genetica e stile di vita resta però determinante: il Dna rappresenta la struttura di base, mentre le abitudini quotidiane incidono sulle prestazioni complessive dell’organismo.

L’osservazione dei centenari del Cilento continua a fornire indicazioni utili su come affrontare i processi legati all’età, offrendo elementi concreti per sviluppare trattamenti più efficaci e ridurre gli effetti collaterali spesso associati alle terapie tradizionali.