Mario Roggero lancia una raccolta fondi dopo la condanna per l'omicidio dei rapinatori

Mario Roggero chiede aiuto economico dopo la condanna per aver ucciso due rapinatori nel 2021, spiegando di non riuscire a sostenere spese legali e risarcimenti dopo il pignoramento dei beni.

Mario Roggero
Mario Roggero lancia una raccolta fondi dopo la condanna per l'omicidio dei rapinatori

Mario Roggero, gioielliere di 71 anni, torna al centro dell’attenzione dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello che lo ha condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due uomini durante una rapina nella sua attività a Grinzane Cavour nel 2021. L’uomo ha diffuso un video sui social per chiedere un sostegno economico, spiegando di non riuscire a far fronte alle spese legali e ai risarcimenti richiesti.

Nel messaggio pubblicato online, Roggero racconta di trovarsi in gravi difficoltà dopo il pignoramento di alcuni immobili e invita chi lo sostiene a contribuire alla raccolta fondi. Le richieste economiche avanzate dalle famiglie delle vittime, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, arrivano a cifre molto elevate e aggravano ulteriormente la sua situazione.

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Il gioielliere non ha mai cambiato posizione sulla vicenda. Non ha chiesto scusa ai familiari dei due uomini e continua a sostenere che lui e la sua famiglia abbiano pagato il prezzo più alto. Racconta di conseguenze pesanti sul piano personale, tra cambiamenti lavorativi e paura costante, arrivando a definire la propria famiglia come la vera vittima di quanto accaduto.

In un’intervista recente, Roggero ha sottolineato il forte sostegno ricevuto sui social, parlando di una larga parte dell’opinione pubblica che avrebbe compreso la sua reazione. Ha ribadito che, pur essendo la pistola utilizzata dai rapinatori una replica, in quei momenti la minaccia gli appariva reale. Descrive quegli attimi come concitati, segnati dalla paura e da una risposta istintiva.

La ricostruzione dei giudici resta però diversa. Secondo la sentenza, i colpi furono sparati mentre i rapinatori erano già in fuga all’esterno del negozio, elemento che ha portato alla conferma della responsabilità penale. In primo grado la condanna era stata più severa, pari a 17 anni, poi ridotta in appello.

Le parti civili, rappresentate dall’avvocato Marino Careglio, contestano la posizione dell’imputato, ritenendo grave l’assenza di riconoscimento della responsabilità. Nel frattempo Roggero guarda alla Cassazione, puntando a una revisione del processo e a una possibile riduzione o annullamento della pena.