Piantedosi avverte la minaccia anarchica è concreta e attiva
Il ministro Matteo Piantedosi interviene dopo la morte di due anarchici durante la costruzione di un ordigno, collegando l’episodio a un rischio concreto e attuale per la sicurezza nazionale.
Due militanti anarchici morti mentre preparavano un ordigno riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza interna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato apertamente di un pericolo eversivo ancora presente, durante la cerimonia per il 174esimo anniversario della fondazione della Polizia, tenuta a Roma in piazza del Popolo.
Nel suo intervento, Piantedosi ha definito l’episodio un segnale chiaro da non sottovalutare, sottolineando come la minaccia non sia teorica ma attiva e concreta. Ha ribadito il ruolo centrale della Polizia nella prevenzione e nel controllo dei processi di radicalizzazione, oltre che nella tutela di obiettivi sensibili su tutto il territorio.
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Il ministro ha poi allargato il quadro, descrivendo uno scenario in cui i rischi per la sicurezza si trasformano rapidamente. Tra questi ha citato la criminalità economica, i reati predatori diffusi, le tensioni sociali nelle città, l’uso delle nuove tecnologie e la gestione dei flussi migratori fuori controllo.
Secondo Piantedosi, molte di queste criticità nascono da fratture economiche e culturali, spesso legate a dinamiche globali. Per affrontarle, ha indicato la necessità di un’azione coordinata tra tutte le istituzioni, dallo Stato agli enti locali, coinvolgendo anche le realtà attive nella società civile.
Spazio anche al decreto sicurezza, con cui il governo ha modificato le regole che riguardano l’operato delle forze dell’ordine. Il ministro ha spiegato che chi interviene usando legittimamente la forza o in condizioni di necessità non sarà più automaticamente inserito nel registro degli indagati, evitando conseguenze immediate sulla carriera.
La misura, ha precisato, non introduce forme di immunità, ma punta a superare una prassi che spesso portava a considerare colpevole chi agiva per garantire la legalità. L’obiettivo dichiarato è assicurare maggiore tutela agli agenti impegnati quotidianamente nella sicurezza dei cittadini.