Famiglia separata, i periti chiedono il ritorno immediato dei figli alla madre

Catherine è stata separata dai figli e gli psicologi avvertono che il distacco può causare traumi ai bambini. Dopo settimane di incontri controllati e videochiamate, emergono segnali concreti di disagio emotivo e sofferenza persistente.

Famiglia nel bosco
Famiglia separata, i periti chiedono il ritorno immediato dei figli alla madre

La vicenda della cosiddetta famiglia del bosco arriva a un nuovo passaggio davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Una relazione firmata dagli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello chiede di interrompere subito l’allontanamento di Catherine e di ricostituire il nucleo familiare. Il documento, depositato nelle scorse ore, descrive una situazione che richiede interventi urgenti per tutelare i tre minori.

Secondo i consulenti, la gestione degli incontri tra la madre e i figli presenta gravi criticità. Catherine è stata allontanata dalla struttura lo scorso 6 marzo e, da allora, i contatti con i bambini si sono svolti in modalità ritenute insufficienti. I servizi sociali e le figure educative coinvolte non avrebbero predisposto un percorso adeguato per accompagnare i minori e i genitori in una fase così delicata.

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Nel mese successivo alla separazione, gli esperti hanno osservato il comportamento dei bambini durante le videochiamate. Dalle analisi emerge un quadro di forte sofferenza psicologica. Pianti frequenti, agitazione e segnali di disagio indicano una reazione che i periti definiscono acuta e legata direttamente al distacco dalla madre.

Un passaggio centrale della relazione riguarda l’incontro del primo aprile, il primo momento in presenza tra Catherine e i figli dopo settimane di distanza. All’appuntamento erano presenti diverse figure istituzionali, tra cui assistenti sociali e rappresentanti per la tutela dei minori. Nonostante questo, secondo i consulenti è mancato un adeguato supporto psicologico durante l’incontro.

Nel documento si parla di una condizione di assenza di accompagnamento capace di proteggere i minori. Il rischio clinico, secondo i periti, è concreto e riguarda possibili conseguenze durature sul piano emotivo e mentale dei bambini se la situazione dovesse prolungarsi.

La richiesta avanzata al Tribunale è netta: porre fine all’attuale assetto e procedere rapidamente al ricongiungimento della famiglia, per evitare un aggravarsi del disagio e interrompere una condizione ritenuta dannosa per i minori.