Meloni alla Camera esclude rimpasto e avverte sui rischi globali

Giorgia Meloni alla Camera esclude un rimpasto e difende la linea del governo dopo il referendum sulla giustizia, mentre richiama i rischi globali legati al conflitto tra Iran e Stati Uniti e le possibili ricadute energetiche.

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Meloni alla Camera esclude rimpasto e avverte sui rischi globali

Intervenendo alla Camera, Giorgia Meloni ha tracciato il quadro dell’azione di governo partendo dal referendum sulla giustizia di marzo. La premier ha riconosciuto l’ampia partecipazione al voto e la forte divisione emersa, ribadendo il rispetto per il risultato pur parlando di un’occasione mancata per aggiornare il sistema giudiziario agli standard europei.

Nel suo intervento ha insistito sul fatto che la riforma della giustizia resta una priorità e non deve essere accantonata. Secondo la presidente del Consiglio, i problemi strutturali della magistratura richiedono interventi concreti e non possono essere ignorati, anche alla luce delle stesse ammissioni arrivate dopo il voto da parte di esponenti contrari alla riforma.

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Sul piano politico interno, Meloni ha escluso qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo, rivendicando i risultati ottenuti dall’esecutivo in una fase economica complessa. Ha parlato di una maggioranza compatta e ha respinto le voci su possibili crisi o cambi di rotta, sottolineando che l’obiettivo resta portare a termine la legislatura.

La premier ha affrontato anche il tema delle dimissioni, definendole una scelta che avrebbe potuto avere vantaggi tattici ma che non è stata presa per senso di responsabilità. Ha ricordato di aver già chiesto passi indietro a membri dell’esecutivo quando necessario, confermando però la volontà di proseguire senza interruzioni.

Nel discorso ha invitato le opposizioni a concentrarsi su questioni concrete, come l’energia, l’economia e il ruolo dell’Europa, evitando polemiche sterili. Ha chiesto un confronto diretto sui temi principali che riguardano cittadini e imprese.

Ampio spazio è stato dedicato allo scenario internazionale, con un riferimento alla crisi tra Iran e Stati Uniti. Meloni ha parlato di un conflitto arrivato vicino a una soglia critica, segnalando il recente cessate il fuoco come un’opportunità fragile che va consolidata attraverso i negoziati avviati a Islamabad.

Ha confermato il coinvolgimento dell’Italia nelle iniziative per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz e assicurare la continuità delle forniture energetiche, evidenziando il rischio di nuove tensioni sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento.

Nel passaggio dedicato all’Europa, la presidente del Consiglio ha sollecitato un cambio di passo nelle politiche comunitarie, chiedendo maggiore attenzione alla competitività, alla semplificazione e alla sicurezza. Ha ribadito la necessità di rafforzare il legame con gli Stati Uniti e la Nato, pur mantenendo la capacità di esprimere dissenso quando necessario.

Sul fronte economico interno, Meloni ha richiamato le misure già adottate, tra cui il taglio del cuneo fiscale e la riforma del sistema tributario, assicurando che il governo continuerà a lavorare per ridurre la pressione fiscale e sostenere famiglie e imprese.

In vista del Primo Maggio, ha annunciato nuovi interventi contro il lavoro povero, con l’obiettivo di rafforzare i diritti dei lavoratori più fragili attraverso la contrattazione collettiva.

Ha poi respinto le accuse dell’opposizione sui livelli di precarietà, citando i dati sull’occupazione che indicano un aumento dei contratti stabili e una riduzione del lavoro precario rispetto all’inizio della legislatura.

Tra gli altri temi toccati, anche la lotta alla criminalità organizzata. La premier ha rivendicato i risultati ottenuti in termini di arresti, sequestri e confische, annunciando il sostegno a nuove iniziative legislative, tra cui quella sulla decadenza della potestà genitoriale per i boss mafiosi.

Infine, ha richiamato il rispetto delle regole sull’immigrazione, indicando il ruolo distinto di politica, forze dell’ordine e magistratura nell’applicazione delle norme vigenti.