Ilaria Salis e il caso Bonnin, spunta la residenza condivisa a Milano

Ilaria Salis è al centro di nuove polemiche dopo il controllo in hotel a Roma e la scoperta di una residenza condivisa con il suo assistente Ivan Bonnin, elemento che alimenta dubbi su un possibile legame personale.

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Ilaria Salis e il caso Bonnin, spunta la residenza condivisa a Milano

La vicenda che coinvolge Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin si arricchisce di nuovi elementi. Dopo il controllo di polizia avvenuto all’alba in un hotel di Roma, dove i due sono stati trovati nella stessa stanza, emergono dettagli che riaccendono il dibattito sulla natura del loro rapporto.

Secondo quanto ricostruito, fino alla fine di marzo 2026 Salis e Bonnin risultavano registrati allo stesso indirizzo a Milano. Un dato che potrebbe cambiare la lettura dell’intera vicenda, considerando che l’eurodeputata aveva escluso qualsiasi relazione sentimentale, parlando pubblicamente di un semplice rapporto professionale e di amicizia.

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Dopo il controllo del 28 marzo, la parlamentare avrebbe modificato rapidamente la propria residenza, trasferendola già il giorno successivo in un’altra città. Una scelta che ha attirato attenzione proprio per la tempistica ravvicinata agli eventi che hanno portato il caso sotto i riflettori.

Il nodo centrale riguarda anche le regole del Parlamento europeo. Le norme vietano ai deputati di assumere partner o persone con cui esiste un legame stabile. Se la convivenza venisse confermata, la posizione di Ivan Bonnin come assistente accreditato potrebbe sollevare questioni formali, oltre a quelle di opportunità politica.

Bonnin è infatti un Assistente Parlamentare Accreditato, con contratto diretto e retribuzione a carico delle istituzioni europee. Tra gli obblighi previsti, c’è anche quello di stabilire la propria residenza nel Paese della sede di lavoro, mentre dai dati risulterebbe domiciliato a Milano.

Nel passato dell’assistente compare inoltre una condanna del 2015 emessa dal Tribunale di Bologna per interruzione aggravata di pubblico servizio e violenza privata, con una pena poi convertita in una sanzione economica.

Intanto un altro collaboratore dell’eurodeputata, Mattia Tombolini, non compare più tra gli assistenti sul sito del Parlamento europeo. Secondo quanto riferito, avrebbe lasciato l’incarico nei mesi scorsi.

La questione ora riguarda direttamente le scelte della stessa Salis, che ha nominato Bonnin nel suo staff e che potrebbe essere chiamata a chiarire eventuali incompatibilità legate al ruolo e ai rapporti personali.