Tregua tra Stati Uniti e Iran già in bilico tra Libano, nucleare e Hormuz

Donald Trump annuncia una tregua con l’Iran ma i raid in Libano e le divergenze su uranio e Hormuz la mettono subito in crisi, mentre manca un testo condiviso e crescono le accuse reciproche tra Washington e Teheran.

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Tregua tra Stati Uniti e Iran già in bilico tra Libano, nucleare e Hormuz

La tregua tra Stati Uniti e Iran appare fragile a poche ore dall’annuncio. Le operazioni militari israeliane in Libano, le distanze sul programma nucleare e il nodo dello Stretto di Hormuz hanno subito incrinato l’intesa, ancora priva di una versione condivisa e di regole definite.

Il primo punto di scontro riguarda il Libano. Teheran sostiene che gli attacchi israeliani violino gli impegni iniziali. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf richiama un piano in dieci punti che prevederebbe l’estensione della tregua anche su quel fronte. Donald Trump respinge questa lettura e chiarisce che il Libano non rientra nell’accordo, aumentando la distanza tra le parti.

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Altro terreno di divisione è il programma nucleare. Washington ribadisce che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi atomiche e considera questa linea non negoziabile. Da Teheran arriva una risposta opposta: Ghalibaf difende il diritto all’arricchimento dell’uranio e afferma che il Paese manterrà il controllo delle proprie risorse, anche quelle sensibili.

Lo scontro si estende allo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico mondiale di petrolio. Trump ha collegato la tregua alla riapertura immediata della rotta marittima, mentre il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha legato ogni passo alla fine degli attacchi contro l’Iran. Intanto Teheran minaccia di colpire eventuali navi che tentassero di forzare il blocco, mentre Washington definisce inaccettabile la chiusura dello Stretto.

Alla base della confusione c’è l’assenza di un documento unico condiviso. Il cessate il fuoco è stato annunciato, ma restano incerti i contenuti e i limiti dell’intesa. Secondo la Casa Bianca, le proposte iraniane iniziali erano irricevibili e sono state poi modificate. Anche su questo punto le versioni divergono.

Trump sostiene che molte informazioni circolate siano prive di fondamento e parla di documenti diffusi da soggetti estranei ai negoziati. Il presidente afferma che esiste un solo insieme di condizioni accettabili per Washington e che i dettagli verranno affrontati in trattative riservate.

Da Teheran, invece, prevale la diffidenza. Ghalibaf accusa gli Stati Uniti di aver violato impegni precedenti e considera compromessa la base stessa del negoziato. In queste condizioni, secondo la leadership iraniana, anche un cessate il fuoco condiviso appare difficile da sostenere.