Italia ripescata ai Mondiali 2026, chi decide e quando arriva la sentenza della FIFA
L’Italia sogna il ripescaggio ai Mondiali 2026 dopo la sconfitta nei playoff contro la Bosnia, ipotesi legata al possibile ritiro dell’Iran per tensioni geopolitiche. La decisione spetta alla FIFA e potrebbe arrivare nelle prossime settimane.
L’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 resta legata a uno scenario straordinario. Dopo la sconfitta nella finale dei playoff contro la Bosnia, gli azzurri sperano in un’eventuale rinuncia dell’Iran, qualificato alla rassegna iridata in programma negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Una possibilità remota, ma prevista dal regolamento.
Qualora la nazionale iraniana fosse costretta a ritirarsi, la scelta del sostituto spetterebbe alla FIFA, che potrebbe intervenire sulla base dell’articolo 6.7 del regolamento. La norma consente all’organo internazionale di designare la squadra subentrante con piena discrezionalità, valutando ranking, criteri sportivi e rappresentanza geografica.
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Nonostante il 12° posto nel ranking mondiale possa favorire l’Italia, la soluzione più logica sarebbe l’inserimento di una selezione asiatica. Tra le candidate figurano gli Emirati Arabi Uniti, eliminati durante il percorso di qualificazione, mentre l’Iraq ha già ottenuto il pass per la fase finale superando i playoff.
La decisione definitiva spetterebbe al Consiglio FIFA, organo composto da 37 membri e guidato dal presidente Gianni Infantino. Il regolamento stabilisce che la sostituzione di una nazionale rinunciataria venga deliberata dal Consiglio o da un comitato competente incaricato di esaminare la situazione.
All’interno dell’UEFA, un ruolo influente potrebbe essere esercitato dal presidente Aleksander Ceferin, che rappresenta le federazioni europee. Tuttavia, ogni valutazione dovrà rispettare i criteri stabiliti dall’organo di governo del calcio mondiale.
Un eventuale ripescaggio non sarebbe immediatamente definitivo. Le decisioni del Consiglio FIFA, infatti, possono essere impugnate secondo quanto previsto dagli Statuti, aprendo la strada a possibili ricorsi da parte delle nazionali escluse.
Le tempistiche restano incerte e dipendono anche dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Tuttavia, con l’inizio del torneo fissato per l’11 giugno 2026, la decisione dovrà arrivare con largo anticipo per consentire l’organizzazione dell’evento.
Il regolamento stabilisce inoltre che una nazionale che si ritiri meno di 30 giorni prima della sua prima partita venga sanzionata con una multa di almeno 500mila franchi svizzeri. Questo fissa una data limite indicativa al 13 maggio, termine entro il quale la FIFA dovrebbe pronunciarsi.