Docufilm su Regeni, Mollicone respinge le accuse e difende i criteri sui finanziamenti

Federico Mollicone interviene sul caso del docufilm su Giulio Regeni dopo le polemiche sui fondi negati, respingendo accuse e parlando di ricostruzioni scorrette emerse negli ultimi giorni.

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Docufilm su Regeni, Mollicone respinge le accuse e difende i criteri sui finanziamenti

Il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, prende posizione sul documentario dedicato a Giulio Regeni, al centro del dibattito dopo il mancato accesso ai finanziamenti pubblici. Il deputato di Fratelli d’Italia chiarisce di aver appreso dell’esistenza del progetto solo attraverso la stampa, in seguito alle polemiche sollevate nei giorni scorsi.

Mollicone ribadisce che un’opera su Regeni, ricercatore italiano ucciso in Egitto, avrebbe avuto i requisiti per essere sostenuta economicamente, considerando il valore del tema trattato. Allo stesso tempo contesta alcune ricostruzioni circolate, definite diffamatorie, e annuncia di aver incaricato i propri legali di valutare eventuali azioni.

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Nel suo intervento, il parlamentare sottolinea di voler arrivare a chiarire ogni aspetto della vicenda Regeni e si dice disponibile a promuovere momenti di confronto pubblico. Tra le ipotesi, anche una proiezione del documentario e un incontro con i genitori del ricercatore, sul modello di iniziative già organizzate in Parlamento per altri film e docufilm.

Mollicone precisa inoltre che le decisioni sui contributi non dipendono dal Parlamento ma da commissioni tecniche istituite dal Ministero della Cultura. Ricorda che tali organismi, composti da esperti, operano in autonomia e che in passato hanno escluso opere poi diventate successi, come il film C’è ancora domani di Paola Cortellesi.

Il deputato invita infine a evitare letture politiche della vicenda, sostenendo che questo approccio rischia di irrigidire il clima nel settore audiovisivo proprio mentre è in discussione una riforma complessiva delle norme su cinema e produzioni. Tra le proposte in arrivo, anche una revisione dei criteri per l’assegnazione dei contributi selettivi.