Accordo Usa Iran: tregua di due settimane legata allo stretto di Hormuz

Donald Trump annuncia una tregua di due settimane con l’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz dopo minacce di escalation. L’intesa, mediata dal Pakistan, avvia nuovi negoziati e incide subito sui mercati energetici.

Iran
Accordo Usa Iran: tregua di due settimane legata allo stretto di Hormuz

A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum fissato da Donald Trump, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un’intesa preliminare per sospendere le ostilità per due settimane. Il cessate il fuoco, esteso anche a Israele e al Libano, è entrato in vigore immediatamente ed è subordinato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, punto strategico per il traffico energetico globale.

La pausa nei combattimenti apre uno spazio negoziale che partirà nei prossimi giorni a Islamabad. Washington si prepara a inviare una delegazione guidata dal vicepresidente JD Vance insieme agli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner. L’obiettivo è trasformare questa tregua temporanea in un accordo più ampio.

Leggi anche: Trump offre una tregua di due settimane all'Iran legata allo Stretto di Hormuz

Trump ha annunciato la decisione con un messaggio pubblico, spiegando di aver accettato uno stop agli attacchi a condizione che Teheran garantisca il passaggio sicuro nello Stretto. La richiesta principale riguarda una riapertura completa e immediata della rotta marittima, cruciale per il commercio internazionale di petrolio.

Dal lato iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato l’intesa precisando che il transito delle navi sarà consentito solo con il coordinamento delle forze armate iraniane e nel rispetto di limiti tecnici. I media statali hanno accolto l’accordo come un cambio di posizione da parte degli Stati Uniti.

Alla base del negoziato c’è un documento in dieci punti proposto dall’Iran, che Washington considera un punto di partenza. Tra le richieste avanzate da Teheran figurano la revoca delle sanzioni, il controllo sullo Stretto di Hormuz e il riconoscimento del diritto ad arricchire l’uranio, condizioni che rendono il confronto complesso.

Secondo fonti citate dall’Associated Press, il piano include anche la possibilità per Iran e Oman di riscuotere pedaggi dalle navi in transito nello Stretto. Le risorse ottenute verrebbero destinate alla ricostruzione, in un contesto segnato da tensioni e danni economici.

Negli Stati Uniti, alcuni osservatori parlano di un passo indietro da parte della Casa Bianca, sottolineando l’assenza di dettagli su nodi cruciali come il programma nucleare iraniano. Nonostante le incognite, l’annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati.

Le borse asiatiche hanno registrato rialzi significativi, mentre i future americani hanno seguito la stessa direzione. Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio ha subito una netta riduzione, con il Wti in forte calo e sceso ben al di sotto dei 100 dollari al barile.