Trump minaccia l'Iran e rilancia l'ultimatum mentre proseguono i negoziati

Donald Trump minaccia di distruggere l’Iran in poche ore e rilancia un ultimatum mentre proseguono i contatti diplomatici. Il presidente americano parla alla Casa Bianca durante il 38esimo giorno di guerra.

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Trump minaccia l'Iran e rilancia l'ultimatum mentre proseguono i negoziati

Durante una lunga conferenza alla Casa Bianca, Donald Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti dispongono dei mezzi per colpire duramente l’Iran in tempi rapidissimi. Il presidente ha parlato di un piano in grado di azzerare le principali infrastrutture del Paese in poche ore, pur ribadendo di non voler arrivare a questo scenario se si riuscirà a trovare un accordo.

Trump ha spiegato che l’ultimatum fissato per la sera resta valido e che, in assenza di una risposta concreta da Teheran, Washington è pronta a intervenire contro ponti e centrali energetiche. Ha descritto un’operazione capace di paralizzare il sistema iraniano in meno di quattro ore, aggiungendo che una ricostruzione richiederebbe decenni.

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Nonostante il tono duro, il presidente ha lasciato aperta la strada al dialogo, parlando di contatti in corso con un interlocutore iraniano ritenuto più pragmatico rispetto al passato. Ha evitato di fornire dettagli su un possibile cessate il fuoco, ma ha indicato segnali di disponibilità dall’altra parte.

Accanto ai vertici militari e dell’intelligence, Trump ha anche ricordato una recente operazione di salvataggio di due piloti americani dispersi in territorio iraniano, definendola tra le più complesse mai condotte dagli Stati Uniti. L’intervento ha coinvolto oltre 170 velivoli e centinaia di uomini, con manovre diversive per evitare l’intercettazione da parte delle forze locali.

Tra i punti centrali delle richieste americane c’è la riapertura dello Stretto di Hormuz, considerato strategico per il traffico energetico globale. Trump ha chiarito che qualsiasi accordo dovrà garantire il libero passaggio delle navi e ha escluso che Teheran possa imporre pedaggi lungo la rotta.

Il presidente ha inoltre criticato apertamente diversi alleati, accusandoli di non aver fornito supporto durante il conflitto. Ha citato Paesi come Giappone, Australia e Corea del Sud, estendendo le critiche anche alla Nato, definita inefficace nel contesto attuale.

Nel suo intervento, Trump ha minimizzato le possibili conseguenze legali di un attacco contro infrastrutture civili, ribadendo che l’obiettivo principale resta impedire all’Iran di sviluppare un’arma nucleare. Ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire senza esitazioni se necessario.

Nonostante le minacce, il presidente ha dichiarato di ritenere ancora possibile un’intesa nelle prossime ore, sostenendo che la decisione finale dipenderà dalle prossime mosse di Teheran.