Smartphone spento per due settimane, cosa cambia davvero nel cervello

Bill Weir ha spento lo smartphone per due settimane per capire come cambia il cervello senza notifiche continue, sottoponendosi a test scientifici che hanno registrato miglioramenti concreti nella concentrazione e nei tempi di reazione.

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Smartphone spento per due settimane, cosa cambia davvero nel cervello

Il giornalista della CNN Bill Weir ha deciso di mettere da parte il suo iPhone per 14 giorni, scegliendo di usare un telefono essenziale per osservare gli effetti sul cervello. L’esperimento è stato seguito da un team di ricercatori della Western University dell’Ontario, che hanno analizzato l’attività cerebrale prima e dopo il periodo senza smartphone.

Al posto del dispositivo moderno, Weir ha utilizzato un cosiddetto dumb phone, un cellulare con funzioni ridotte. Niente app, notifiche o social network, solo chiamate, messaggi, una fotocamera di base e le mappe. Un ritorno a un uso più limitato della tecnologia, con tastiera fisica e sistema di scrittura T9.

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Dopo pochi giorni, il cambiamento è stato evidente. «La voglia di controllare i social è diminuita già dopo una settimana», ha raccontato. Al suo posto, è aumentata la capacità di concentrazione e il tempo dedicato alla lettura su carta. Un cambiamento nelle abitudini quotidiane, lontano dalla distrazione continua dello smartphone.

I dati raccolti dai ricercatori confermano queste sensazioni. L’attività cerebrale è risultata più intensa, mentre i tempi di reazione sono migliorati del 23%. Anche la connettività cerebrale è apparsa più efficiente e organizzata rispetto ai valori iniziali.

Al termine dell’esperimento, Weir ha descritto un rapporto diverso con la tecnologia. Non più una presenza costante e dominante, ma uno strumento da usare con maggiore controllo. L’esperienza ha modificato il suo modo di interagire con lo smartphone, riducendone l’influenza nella vita quotidiana.