Legge elettorale, giovedì voto in commissione tra scontro su italiani all'estero

Il Parlamento riapre il confronto sulla legge elettorale con nuove votazioni giovedì, mentre lo scontro nasce dall’ipotesi di modificare anche il voto degli italiani all’estero, tema che divide maggioranza e opposizioni.

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Legge elettorale, giovedì voto in commissione tra scontro su italiani all'estero

La commissione Affari costituzionali della Camera tornerà a riunirsi giovedì per un nuovo passaggio sulla riforma della legge elettorale. All’ordine del giorno sono previste votazioni, che potrebbero riguardare il perimetro stesso dell’intervento legislativo. Un passaggio che rischia di segnare subito una frattura tra maggioranza e opposizione.

Il centrodestra punta ad ampliare il campo della riforma includendo anche le regole sul voto degli italiani residenti all’estero. Tra le ipotesi allo studio c’è la revisione delle modalità di assegnazione dei seggi e il superamento del voto per corrispondenza, con l’introduzione del voto in presenza nei consolati. Un’eventuale modifica che potrebbe incidere sugli equilibri elettorali, soprattutto in caso di risultati molto ravvicinati.

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Le forze di opposizione hanno già espresso contrarietà a questa prospettiva durante l’ultimo ufficio di presidenza, giudicandola una forzatura. Il confronto sulla riforma, avviato da poco a Montecitorio, si sviluppa quindi in un clima di forte tensione politica.

Dal fronte della maggioranza arrivano segnali di apertura. Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, ha spiegato che il testo di partenza è quello proposto dalla maggioranza, ma che restano margini di discussione su diversi aspetti, come il sistema delle preferenze, l’entità del premio di maggioranza e le soglie di accesso. Secondo Pagano, non esiste alcuna chiusura preventiva su questi punti.

Le opposizioni, però, non si fidano. La capogruppo del Partito democratico in commissione, Simona Bonafè, ha parlato di espedienti, mentre le altre forze di centrosinistra valutano la creazione di un coordinamento comune per affrontare i lavori parlamentari in modo unitario.

Nel corso della prossima seduta sarà definito anche il calendario delle audizioni. L’obiettivo indicato dalla maggioranza è ottenere il via libera della Camera entro l’estate, per poi completare l’iter al Senato entro la fine dell’anno.

Dal Senato, il presidente della commissione Affari costituzionali Alberto Balboni ha avvertito che, in assenza di collaborazione da parte delle opposizioni, le forze di maggioranza potrebbero procedere comunque per portare a termine la riforma, rivendicando la necessità di arrivare a una decisione.