Trump minaccia l'Iran sullo Stretto di Hormuz e rinvia l'ultimatum a martedì
Donald Trump rilancia le minacce contro l’Iran per la chiusura dello Stretto di Hormuz e sposta l’ultimatum di 24 ore, mentre resta alta la tensione sul traffico petrolifero globale.
Donald Trump torna ad alzare i toni contro l’Iran e chiede con forza la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio. In un messaggio pubblicato sui social, il presidente statunitense ha intimato a Teheran di riaprire il passaggio, accompagnando l’avvertimento con parole durissime.
L’ultimatum, inizialmente fissato per lunedì, è stato spostato a martedì alle 20 secondo il fuso orario della costa orientale americana. Questo slittamento lascia intendere che Washington abbia concesso altre 24 ore prima di eventuali azioni militari contro infrastrutture energetiche iraniane.
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In un’intervista televisiva, Trump ha ribadito la linea dura: se non verrà raggiunto un accordo entro 48 ore, gli Stati Uniti potrebbero colpire in modo massiccio il Paese. Il presidente ha parlato apertamente della possibilità di distruggere impianti strategici e non ha escluso, almeno in teoria, l’invio di truppe sul terreno.
Le dichiarazioni si sono susseguite nell’arco di poche ore con toni e scenari anche differenti. In alcuni interventi, Trump si è detto convinto che un’intesa possa arrivare rapidamente, “in pochi giorni”, mentre in altri ha evocato attacchi su larga scala e il controllo diretto delle risorse petrolifere.
Al centro della crisi resta lo Stretto di Hormuz, attraversato da circa il 20% del petrolio mondiale. Da settimane il passaggio è limitato dall’Iran, con effetti immediati sui mercati energetici e un aumento dei prezzi dei carburanti anche in Europa e in Italia.
Teheran, nonostante le pressioni, mantiene la propria posizione. Il governo iraniano continua a vietare il transito alle navi legate a Paesi considerati vicini agli Stati Uniti e a Israele, pur consentendo negli ultimi giorni il passaggio a poche imbarcazioni selezionate, tra cui una turca e una francese.