Spalletti sull'Italia fuori dai Mondiali e il futuro degli Azzurri
Luciano Spalletti parla dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali e chiarisce il suo ruolo, spiegando di non avere responsabilità dirette e indicando criticità nella gestione dei giovani e delle società.
Luciano Spalletti è tornato sulla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, intervenendo poco prima della sfida tra Juventus e Genoa. L’ex commissario tecnico ha riconosciuto il dolore per quanto accaduto, pur precisando di non sentirsi direttamente responsabile dell’eliminazione.
Secondo Spalletti, il dispiacere riguarda tutto l’ambiente azzurro e chi ha lavorato con impegno per raggiungere l’obiettivo. “Se ci fossimo qualificati non avrei avuto meriti, allo stesso modo non considero mia la responsabilità della sconfitta”, ha spiegato, sottolineando però di aver condiviso la sofferenza legata al risultato.
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L’allenatore ha poi parlato del clima attorno alla Nazionale e della delusione che coinvolge anche lo staff attuale, citando Gennaro Gattuso. Ha invitato a non reagire d’impulso, ma a riflettere con lucidità per impostare le scelte future.
Spalletti ha indicato la necessità di programmare con maggiore attenzione, partendo dalla valorizzazione dei giovani italiani. Ha evidenziato come la presenza crescente di proprietà straniere nei club possa influenzare le strategie, con priorità che non sempre coincidono con lo sviluppo dei talenti locali.
Nel suo intervento ha comunque riconosciuto segnali incoraggianti, facendo i complimenti a Silvio Baldini per il lavoro svolto con l’Under 21. Un esempio che, a suo avviso, dimostra come ci siano ancora basi solide su cui costruire il futuro del calcio italiano.
Infine ha richiamato l’importanza di coltivare il talento fin dalle origini, citando le generazioni di campioni del passato come Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro. Per Spalletti, il compito è saper riconoscere e sviluppare questi profili senza affidarsi solo a regole imposte, ma attraverso una scelta condivisa e consapevole.