Teheran respinge l'ultimatum di Trump e minaccia una dura risposta

Teheran respinge l’ultimatum di Donald Trump dopo 48 ore di minacce sulle infrastrutture iraniane e avverte di conseguenze gravi, mentre il comando militare parla di reazione sproporzionata e fuori controllo.

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Teheran respinge l'ultimatum di Trump e minaccia una dura risposta

Il governo iraniano ha rifiutato con decisione l’ultimatum lanciato da Donald Trump, che chiedeva un accordo entro 48 ore minacciando in caso contrario la distruzione di obiettivi strategici nel Paese. La risposta è arrivata in serata attraverso i vertici militari di Teheran.

Il generale Ali Abdollahi Aliabadi, parlando dal quartier generale di Khatam al-Anbiya, ha definito le dichiarazioni del presidente statunitense come «un’azione impotente, nervosa, squilibrata e stupida». Il comando militare ha quindi respinto qualsiasi pressione, ribadendo che l’Iran non accetterà imposizioni.

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Nel suo intervento, il generale ha anche richiamato il linguaggio usato dallo stesso Trump sui social, replicando con toni altrettanto duri. Secondo Aliabadi, il messaggio proveniente da Washington potrebbe tradursi in conseguenze pesanti, evocando l’apertura delle «porte dell’inferno» in caso di escalation.

La tensione tra i due Paesi resta alta, con il rischio di un ulteriore deterioramento dopo lo scambio di dichiarazioni. Il braccio di ferro diplomatico e militare si inserisce in un quadro già segnato da rapporti difficili e reciproche minacce.