Donna scomparsa in crociera nel Mediterraneo, il caso Li Yingley torna in Appello

Li Yingley scompare durante una crociera nel Mediterraneo il 10 febbraio 2017 dopo una lite con il marito, senza lasciare tracce. Il caso resta aperto tra indagini senza prove decisive e una nuova decisione della Cassazione.

Li Yingley
Donna scomparsa in crociera nel Mediterraneo, il caso Li Yingley torna in Appello

Li Yingley sparisce nel nulla durante una vacanza in mare con la famiglia. La donna, di origine cinese, era a bordo della Msc Magnifica quando, la sera del 10 febbraio 2017, viene vista per l’ultima volta. Da quel momento non ci sono più segni della sua presenza.

Prima della scomparsa, alcuni passeggeri la notano mentre discute con il marito, Daniel Belling, ingegnere informatico tedesco di 45 anni. Più tardi, la coppia cena nel ristorante “4 Venti” della nave. Dopo quella serata, la donna non compare più.

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Il giorno successivo Li non si presenta a colazione, ma il marito non segnala subito l’assenza. La crociera prosegue lungo il suo itinerario tra Malta, Grecia e Creta, fino allo sbarco a Civitavecchia, dove la donna risulta ufficialmente scomparsa.

Indagini senza prove e versioni contrastanti

Le indagini si concentrano su Daniel Belling, unico indagato nella vicenda. L’uomo viene arrestato, poi rimesso in libertà. In primo grado arriva una condanna a 26 anni, successivamente ribaltata con l’assoluzione. Ora la Cassazione ha disposto un nuovo processo in Appello.

I figli della coppia inizialmente raccontano di aver visto il padre allontanarsi con la madre e rientrare da solo, ma in seguito modificano la loro versione. Belling sostiene che la moglie si fosse già allontanata in passato senza avvisare.

Per la Procura di Roma, l’ipotesi principale resta quella dell’omicidio avvenuto in mare, durante la traversata tra Genova e La Valletta. Secondo gli investigatori, il corpo potrebbe essere stato gettato in acqua dopo il delitto.

Non emergono però elementi certi. La valigia della donna non viene mai ritrovata e potrebbe essere stata utilizzata per occultare il corpo oppure per una fuga volontaria. Anche i dati del cellulare mostrano messaggi personali e contatti che fanno pensare a una possibile decisione di allontanarsi.

I giudici che hanno assolto Belling hanno parlato di una ricostruzione priva di riscontri concreti. A complicare ulteriormente il quadro c’è l’assenza di collaborazione giudiziaria con la Cina, che rende impossibile verificare eventuali movimenti della donna dopo la scomparsa.