Arrestato a Teramo per terrorismo, progettava attentati con armi stampate in 3D
Un uomo residente a Teramo è stato arrestato per terrorismo dopo aver diffuso online istruzioni per costruire armi e pianificato attentati ispirati a Unabomber, con l’obiettivo di colpire infrastrutture e servizi.
Un cittadino italiano residente a Teramo è finito in carcere al termine di un’operazione antiterrorismo della Digos dell’Aquila. L’uomo è accusato di addestramento con finalità di terrorismo e apologia di reato. L’indagine è stata coordinata dalla Procura distrettuale e ha ricostruito un percorso di radicalizzazione maturato negli ambienti anarco-primitivisti e accelerazionisti.
Secondo gli investigatori, l’indagato aveva fatto propria un’ideologia violenta che mirava a distruggere il sistema tecnologico e democratico. Nei suoi contenuti online emergevano riferimenti diretti a Theodore Kaczynski, conosciuto come Unabomber, considerato un modello da imitare.
Leggi anche: Milano, 16enne arrestato per propaganda Isis: incitava al martirio e progettava attentati via social
L’uomo utilizzava piattaforme digitali per diffondere messaggi e proclami contro la società moderna. I post erano accompagnati da immagini di individui armati e travisati, utilizzate per esaltare azioni sovversive e spingere altri a unirsi alla causa.
Manuali per armi e obiettivi sensibili nel mirino
Le indagini hanno accertato che l’attività non si fermava alla propaganda. L’arrestato pubblicava guide dettagliate per costruire armi da fuoco, indicando anche l’uso di stampanti 3D per realizzare pistole e fucili. Diffondeva inoltre istruzioni per produrre esplosivi e munizioni artigianali.
Nei materiali condivisi comparivano anche indicazioni precise su possibili bersagli. Tra questi figuravano infrastrutture essenziali, centri legati ai servizi pubblici, data center e grandi società finanziarie statunitensi, ritenuti simboli del sistema da abbattere.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita grazie al lavoro congiunto di più strutture: oltre alla Digos, sono intervenuti il Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Abruzzo, il Servizio per il contrasto dell’estremismo e la Polizia Postale. L’intervento ha bloccato un’attività ritenuta pericolosa, orientata al sabotaggio e alla preparazione di attentati su vasta scala.