Morte di Domenico Caliendo, scontro tra avvocati e accuse sui social

Domenico Caliendo è morto dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi e il caso si allarga oltre le indagini. Il legale della famiglia denuncia attacchi personali sui social e chiede l’intervento dell’Ordine degli avvocati.

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Morte di Domenico Caliendo, scontro tra avvocati e accuse sui social

Il caso di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore non riuscito, si trascina fuori dalle aule giudiziarie e finisce al centro di un acceso confronto tra legali. A far crescere la tensione sono le accuse reciproche e gli interventi pubblici che si moltiplicano anche sui social.

A denunciare la situazione è l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia del piccolo. Il legale parla di un clima ormai difficile da sostenere, segnato – sostiene – da attacchi personali e prese di posizione pubbliche da parte di altri professionisti coinvolti nella vicenda.

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Secondo Petruzzi, le critiche sarebbero diventate sempre più frequenti e dirette, fino a trasformarsi in una campagna di pressione quotidiana. Per questo motivo ha deciso di rivolgersi formalmente al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Carmine Foreste, chiedendo un intervento.

Le accuse e la replica tra i legali

Nel mirino del legale della famiglia finiscono in particolare le dichiarazioni dell’avvocato Sergio Pisani. Quest’ultimo avrebbe accusato Petruzzi di danneggiare il diritto di difesa e l’intera categoria, mentre – ribatte il difensore – il suo unico obiettivo resta tutelare gli interessi dei familiari del bambino.

Petruzzi contesta anche la scelta di alcuni colleghi, che assistono gli indagati, di intervenire pubblicamente sulla vicenda attraverso i media nazionali. Una linea che, a suo giudizio, ha contribuito ad alimentare lo scontro.

Il confronto si è poi spostato sui social, in particolare su Facebook, dove – secondo quanto riferito dal legale – la discussione avrebbe superato i limiti del confronto professionale, sfociando in contenuti ritenuti diffamatori.

Per questo l’avvocato ha chiesto all’Ordine non solo un chiarimento sulla vicenda, ma anche un segnale di sostegno, denunciando una situazione che descrive come ormai fuori controllo.