Figc verso il cambio al vertice dopo il fallimento mondiale

Gabriele Gravina è vicino alle dimissioni dopo il terzo Mondiale mancato, spinto dalle pressioni politiche e sportive. Tra i possibili successori prende quota Giovanni Malagò, forte dei recenti risultati olimpici e del sostegno della Serie A.

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Figc verso il cambio al vertice dopo il fallimento mondiale

Il futuro della Figc si gioca nelle prossime settimane. Dopo l’ennesima esclusione della Nazionale dal Mondiale, cresce la pressione su Gabriele Gravina, sempre più vicino a lasciare la guida della Federazione. A spingere verso questa direzione non sono solo i tifosi, ma anche le istituzioni, con il ministro Andrea Abodi in prima linea.

Nonostante il largo consenso ottenuto alle elezioni del 2025, quando fu confermato con una percentuale schiacciante, la posizione di Gravina appare ora indebolita. Il clima attorno alla Federazione è cambiato e la richiesta di un rinnovamento radicale si è fatta sempre più insistente.

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Il tema principale resta la ripartenza del calcio italiano, chiamato a ricostruire credibilità e risultati. Per questo, oltre alle dimissioni del presidente, si guarda già a chi potrà raccogliere l’eredità e guidare una nuova fase.

Malagò favorito, ma non è l’unico nome

Tra i candidati, il profilo più solido è quello di Giovanni Malagò, reduce dal successo organizzativo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’ex presidente del Coni gode anche dell’appoggio di diversi club di Serie A, fattore che rafforza la sua posizione nella corsa alla presidenza federale.

A sostegno della sua candidatura si è espresso anche Aurelio De Laurentiis, che ne ha elogiato capacità e visione. Secondo il presidente del Napoli, Malagò rappresenterebbe una guida capace di rilanciare rapidamente il sistema calcistico nazionale.

Non manca però la concorrenza. Tra i possibili successori figura Giancarlo Abete, già alla guida della Federazione in passato, insieme a Matteo Marani e Demetrio Albertini, sostenuto in particolare dall’ambiente dei calciatori. Sullo sfondo resta anche Michele Uva, recentemente nominato per Euro 2032.

La partita per la successione è aperta, ma la direzione sembra segnata: il calcio italiano si prepara a voltare pagina.