Sharon Stone, il prezzo di Basic Instinct e la custodia persa del figlio

Sharon Stone racconta di aver perso la custodia del figlio dopo Basic Instinct, spiegando che il caso nacque dal clamore sulla celebre scena e da domande inappropriate in tribunale rivolte al bambino.

Sharon Stone
Sharon Stone, il prezzo di Basic Instinct e la custodia persa del figlio

Sharon Stone torna a parlare delle conseguenze personali legate al film che l’ha resa famosa in tutto il mondo. L’attrice, oggi 68enne, ha ricordato in un’intervista televisiva come il ruolo di Catherine Tramell in “Basic Instinct” abbia inciso profondamente anche sulla sua vita privata.

Non solo il successo internazionale e l’immagine iconica, ma anche effetti dolorosi fuori dal set. Stone racconta di non essersi sentita tutelata e di aver pagato decisioni e comportamenti non suoi. Tra questi, la vicenda più dura riguarda la perdita dell’affidamento del figlio.

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Durante la causa per la custodia, il bambino venne coinvolto direttamente in tribunale. «Gli chiesero se sua madre avesse girato film pornografici», ha spiegato l’attrice, definendo quelle domande fuori luogo e inaccettabili. Secondo Stone, proprio quell’episodio influì sul giudizio finale e sul modo in cui venne percepita.

La scena simbolo e le conseguenze fuori dal set

La sequenza dell’accavallamento delle gambe, diventata una delle più note della storia del cinema, contribuì a costruire un’immagine che l’attrice si è portata dietro per anni. «Era una frazione di secondo, nemmeno un fotogramma intero», ha precisato, ricordando però come quel dettaglio abbia alimentato curiosità e interpretazioni.

Quella scena, secondo Stone, ha generato una sorta di ossessione collettiva, contribuendo al successo del film ma anche a un’etichetta difficile da scrollarsi di dosso. «Ho interpretato un personaggio trent’anni fa», ha commentato con ironia, invitando a separare il ruolo dalla persona.

Negli anni, l’attrice ha sviluppato anche un rapporto diverso con la rappresentazione del sesso sullo schermo. Oggi preferisce evitare contenuti troppo espliciti: quando appaiono in televisione, sceglie di non guardarli. «Tolgo spazio all’immaginazione», ha spiegato, rivendicando un’idea di desiderio più legata al mistero che all’esposizione diretta.