Putin impone il ritiro dal Donbass, trattative ferme mentre la guerra si intensifica
Putin chiede a Zelensky di lasciare il Donbass per fermare la guerra, mentre i negoziati si bloccano e i combattimenti si intensificano. Nelle ultime ore attacchi con droni e nuove avanzate russe aggravano la situazione sul fronte orientale.
La Russia alza il livello dello scontro e pone una condizione netta: per fermare la guerra, l’Ucraina deve abbandonare il Donbass. È la richiesta arrivata da Mosca, che smentisce qualsiasi apertura sui tempi e respinge l’idea di una finestra negoziale più ampia ipotizzata da Kiev.
Il Cremlino chiarisce la propria posizione attraverso il portavoce Dmitry Peskov, che conferma lo stop ai colloqui. Secondo Mosca, il processo diplomatico si è interrotto anche per l’assenza di un coinvolgimento pieno degli Stati Uniti, impegnati su altri fronti internazionali.
Leggi anche: Ucraina, Putin offre stop alla guerra se Mosca ottiene il Donbass
Dal lato ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky continua a cercare appoggi e rilancia il dialogo con Washington. Negli ultimi contatti con emissari americani e rappresentanti della Nato, Kiev ha discusso possibili passi diplomatici e garanzie di sicurezza, chiedendo un maggiore sostegno occidentale.
Pressione militare e diplomazia in stallo
Zelensky insiste sulla necessità di una tregua temporanea, proposta anche ai partner europei. Tuttavia, accusa Mosca di non mostrare alcuna disponibilità a fermare le ostilità, sostenendo che servano più pressione e interventi concreti da parte degli alleati.
La risposta russa resta rigida. Il ministero degli Esteri definisce la proposta di cessate il fuoco un tentativo per permettere all’Ucraina di riorganizzare le proprie forze. Mosca considera questa ipotesi una mossa tattica e respinge ogni ipotesi di pausa nei combattimenti.
Intanto il fronte continua a essere teatro di attacchi intensi. Nella regione di Cherkasy un drone ha ucciso cinque persone, mentre a Nikopol si contano diversi feriti dopo nuovi bombardamenti. Secondo Kiev, in una sola giornata sono stati lanciati circa 360 droni russi.
La Russia rivendica avanzate sul terreno, con la conquista di nuovi centri nelle aree di Zaporizhzhia e Kharkiv. Sul piano strategico, Mosca sostiene di aver completato il controllo della regione di Lugansk, uno dei territori chiave dell’est ucraino.
Ora l’attenzione si concentra sul Donetsk, dove i combattimenti proseguono senza sosta. La pressione militare resta elevata e il conflitto si consolida come una guerra di logoramento, mentre ogni spiraglio diplomatico appare sempre più lontano.