Stop ai social sotto i 13 anni e profili protetti fino ai 16

Mara Carfagna propone di vietare i social ai minori di 13 anni per ridurre i rischi online. Il piano prevede anche profili protetti fino ai 16 anni, con limiti su contatti e contenuti per garantire maggiore sicurezza ai ragazzi.

social
Stop ai social sotto i 13 anni e profili protetti fino ai 16

I minori di 13 anni non potranno accedere ai social network, mentre per gli adolescenti fino ai 16 anni saranno previsti account con forti limitazioni. È la proposta di legge presentata dalla segretaria di Noi Moderati, Mara Carfagna, insieme a Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei più giovani online.

Il provvedimento introduce un sistema di protezione che punta a ridurre i contatti rischiosi e l’esposizione a contenuti inappropriati. L’idea è costruire un ambiente digitale controllato, dove gli adolescenti possano utilizzare le piattaforme senza essere raggiunti da utenti adulti sconosciuti.

Leggi anche: Australia vieta l'accesso ai social media ai minori di 16 anni: introdotta legge storica

Tra le novità principali c’è l’obbligo di un profilo adolescenti per i ragazzi tra i 13 e i 16 anni. Questo tipo di account impedirebbe contatti non autorizzati da parte di adulti e limiterebbe l’interazione con l’esterno, con l’intento di prevenire episodi di adescamento o situazioni pericolose.

Limitazioni su contenuti, streaming e algoritmi

Il progetto prevede anche restrizioni sulle funzioni più invasive delle piattaforme. Gli algoritmi di raccomandazione verrebbero ridotti, mentre sarebbero bloccate le dirette streaming e disattivata la geolocalizzazione precisa. Misure pensate per evitare la diffusione incontrollata di contenuti e la condivisione di dati sensibili.

Tra gli episodi citati come esempio c’è quello avvenuto nel Bergamasco, dove un tredicenne ha trasmesso online l’aggressione a una professoressa. Un caso che ha riacceso il dibattito sull’uso delle dirette da parte dei più giovani.

Il disegno di legge interviene anche sulle dinamiche che favoriscono un uso prolungato delle piattaforme. Funzioni come l’autoplay e lo scorrimento continuo dei contenuti verrebbero limitate per ridurre il tempo trascorso online.

Accanto alle restrizioni, viene rafforzato il ruolo del parental control, con strumenti che permettono ai genitori di impostare limiti di utilizzo, gestire i contatti e monitorare le attività. Previsto inoltre il coinvolgimento dell’Agcom per verificare l’età degli utenti. Per Maurizio Lupi, la proposta non introduce solo divieti, ma richiama una responsabilità condivisa tra famiglie, istituzioni e piattaforme.