Omicidio Giuseppe Dorice, 30 anni alla madre in appello bis: ergastolo definitivo al compagno
Giuseppe Dorice fu ucciso a 7 anni dal compagno della madre nel 2019 a Cardito dopo una lite per il rumore in casa. In appello bis la donna è stata condannata a 30 anni per non aver impedito le violenze sul figlio e sulla sorella.
La Corte di Assise di Appello di Napoli ha condannato a 30 anni di carcere Valentina Casa per l’omicidio del figlio Giuseppe Dorice e il tentato omicidio della figlia. I giudici hanno riconosciuto la sua responsabilità per non aver fermato le violenze del compagno.
Per gli stessi fatti, Tony Essobti Badre è già stato condannato all’ergastolo definitivo. Fu lui, secondo quanto accertato nei processi, a colpire i due bambini con un bastone all’interno dell’abitazione familiare di Cardito, in provincia di Napoli.
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I fatti risalgono alla fine di gennaio 2019. L’uomo, infastidito dal rumore mentre dormiva, reagì con una violenza estrema contro i piccoli. Giuseppe, di 7 anni, fu picchiato sotto gli occhi della madre fino a perdere conoscenza e morire poco dopo.
La testimonianza della sorella e la dinamica dell’aggressione
Nel nuovo processo di secondo grado è stata ascoltata la sorella di Giuseppe, oggi quattordicenne. La ragazza ha ricostruito quanto accadde quel giorno, raccontando di essere stata colpita insieme al fratello e di essersi salvata fingendo di svenire per fermare l’aggressione.
Il percorso giudiziario è stato lungo e complesso. In primo grado Valentina Casa era stata condannata a sei anni, poi la pena era stata aggravata all’ergastolo in appello. Successivamente la Cassazione, il 19 ottobre 2024, ha annullato quella decisione disponendo un nuovo giudizio.
Nel nuovo verdetto, i giudici hanno escluso le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà, rideterminando così la pena a 30 anni. Respinta anche la richiesta di provvisionale avanzata dalle parti civili.