Bonus nido 2026, come funziona la domanda e quali importi spettano alle famiglie
Il bonus nido 2026 entra in vigore con nuove regole Inps e cambia per durata e importi. Le famiglie possono presentare domanda da fine marzo, con contributi più alti per i nuovi nati e una procedura semplificata.
Dal 31 marzo 2026 è possibile presentare la domanda per il bonus nido, misura destinata a sostenere le famiglie nelle spese per l’asilo dei figli piccoli. L’Inps ha definito le nuove modalità con la circolare aggiornata, introducendo cambiamenti sia nei tempi sia nella gestione delle richieste.
Le domande possono essere inviate fino al 31 dicembre 2026, ma l’ordine cronologico resta decisivo. Le risorse disponibili non sono illimitate e vengono assegnate in base alla data di invio, motivo per cui conviene procedere il prima possibile.
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La richiesta si presenta esclusivamente online attraverso il portale dell’Inps, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronati autorizzati. Il percorso dedicato è quello relativo ai sostegni per i genitori.
Domanda valida più anni e nuovi criteri Isee
Una delle principali novità riguarda la durata della domanda. Una volta accolta, resta valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Non serve quindi ripetere la procedura ogni anno, ma è necessario confermare di volta in volta le mensilità richieste.
Per il calcolo del contributo si utilizza il nuovo Isee per prestazioni familiari, che esclude quanto già percepito con l’Assegno Unico. Il bonus copre non solo la retta, ma anche spese accessorie come pasti, Iva agevolata e imposta di bollo.
Gli importi cambiano in base alla data di nascita del bambino. Per i nati dal 2024, con Isee fino a 40.000 euro, il contributo può arrivare a 3.600 euro annui. Oltre questa soglia, oppure senza Isee, si scende a 1.500 euro. Per i bambini più grandi restano le fasce precedenti, con importi tra 1.500 e 3.000 euro.
I rimborsi vengono erogati dopo il caricamento mensile delle ricevute di pagamento. Possono accedere al beneficio anche cittadini stranieri con permesso di soggiorno per attesa occupazione, in attesa di eventuali aggiornamenti normativi.
Le strutture frequentate devono essere autorizzate, come nidi pubblici o privati, micronidi o sezioni primavera. In alternativa, per i bambini sotto i tre anni con gravi patologie che impediscono la frequenza, è previsto un supporto domiciliare, erogato su certificazione pediatrica.
Le due forme di aiuto non possono essere cumulate nello stesso anno. Anche una sola mensilità ricevuta esclude l’accesso all’altra misura, per cui è necessario indicare chiaramente la scelta al momento della domanda.