Condanna a dieci anni per l'infermiera di Latina che abusava del figlio narcotizzato

Una infermiera di Latina è stata condannata a dieci anni di carcere per aver abusato del figlio quattordicenne dopo averlo stordito con dei farmaci. La donna filmava le violenze per compiacere l'amante, anch'egli destinatario della stessa pena.

Latina
Condanna a dieci anni per l'infermiera di Latina che abusava del figlio narcotizzato

Il tribunale di Latina ha emesso una sentenza durissima nei confronti di una donna di 40 anni, di professione infermiera, ritenuta responsabile di violenze reiterate sul figlio di quattordici anni. La pena stabilita dal giudice per l'udienza preliminare ammonta a dieci anni di reclusione, la stessa inflitta al suo complice, un imprenditore con cui la donna intratteneva una relazione sentimentale.

Le indagini hanno svelato un meccanismo atroce che si consumava tra le mura domestiche nei primi mesi del 2025. Sfruttando le proprie competenze professionali, la madre somministrava segretamente dei sonniferi al ragazzo per annullarne ogni capacità di difesa. Una volta che il giovane perdeva i sensi, la donna abusava di lui riprendendo le scene con il cellulare e inoltrando i filmati in tempo reale all'amante.

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Il caso ha coinvolto anche una terza persona, la moglie dell'imprenditore, per la quale è stato disposto il rinvio a giudizio. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe avuto un ruolo attivo nello spingere l'infermiera a continuare le somministrazioni di farmaci e le violenze. Durante il procedimento, il quattordicenne è stato dichiarato vittima di un piano orchestrato per il piacere dei due condannati, sebbene il ragazzo non conservi ricordi nitidi di quei momenti a causa dell'effetto dei narcotici.

Dalle segnalazioni dei colleghi al sequestro dei filmati

L'orrore è venuto alla luce grazie alla determinazione del padre del ragazzo, allertato da alcuni colleghi della ex moglie. Questi ultimi avevano notato segni di malessere e lividi sul corpo della donna, ipotizzando inizialmente che fosse lei la vittima di maltrattamenti. La denuncia presentata dall'uomo ha permesso alle forze dell'ordine di analizzare i dispositivi elettronici, portando al ritrovamento di un vasto archivio pedopornografico che ha confermato i sospetti dei magistrati.

Al termine della lettura del verdetto, il giudice ha disposto la revoca definitiva della potestà genitoriale per la quarantenne, che ha reagito con estrema aggressività verso i familiari dell'ex marito presenti in aula. Il minore è stato affidato in via esclusiva al padre, lontano dal contesto degradato in cui viveva. La difesa della donna ha comunque annunciato l'intenzione di ricorrere in appello, puntando sulla presunta sottomissione psicologica dell'imputata nei confronti del partner.