Italia fuori dai Mondiali: Gattuso in lacrime dopo il ko con la Bosnia
Gattuso scoppia in lacrime dopo l’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia, decisa ai rigori, e chiede scusa per il mancato accesso ai Mondiali. A Zenica pesa l’espulsione di Bastoni e gli errori dal dischetto.
L’Italia esce ancora una volta dalla corsa ai Mondiali e lo fa nella notte di Zenica, battuta dalla Bosnia ai calci di rigore. Al termine della partita il commissario tecnico Gennaro Gattuso non trattiene l’emozione e si assume ogni responsabilità per il risultato.
«Chiedo scusa, non ce l’ho fatta», dice ai microfoni Rai, con la voce rotta. Poi difende i suoi giocatori: «Hanno dato tutto, mi hanno sorpreso per il cuore. Parlare del mio futuro oggi non ha senso, contava solo andare al Mondiale».
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Il tecnico parla di una sconfitta difficile da accettare: «Una mazzata enorme. Non voglio cercare alibi, ma è dura da digerire». Nonostante tutto, ribadisce l’orgoglio per la squadra, rimasta in inferiorità numerica per gran parte della gara.
Espulsione e rigori decisivi nella notte di Zenica
La partita cambia al 41’, quando Bastoni viene espulso per fallo su Memic lanciato verso la porta. Da quel momento l’Italia arretra e subisce la pressione continua della Bosnia, sospinta dal pubblico del Bilino Polje.
Gli azzurri erano passati in vantaggio con Kean dopo un errore del portiere Vasilj, ma la reazione dei padroni di casa è stata immediata e costante. Nel secondo tempo l’assedio si intensifica fino al pareggio firmato da Tabakovic, pronto sulla respinta di Donnarumma.
Nei supplementari la Bosnia continua a spingere, mentre l’Italia prova a colpire in contropiede senza trovare precisione. Le occasioni non mancano, ma Vasilj e la difesa bosniaca reggono fino al fischio finale.
Ai rigori arrivano gli errori decisivi: sbagliano Esposito e Cristante, mentre Bajraktarevic segna il penalty che manda la Bosnia al Mondiale. Per l’Italia è la terza esclusione consecutiva dopo le eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord.
La delusione è totale: sfuma la partecipazione a un torneo allargato a 48 squadre, che vedrà comunque assente una nazionale quattro volte campione del mondo. A Zenica restano solo le lacrime e una qualificazione sfuggita ancora una volta all’ultimo passo.