Prezzi energia in aumento, Ue spinge su smart working e consumi ridotti
L’Unione europea invita a ridurre i consumi energetici dopo il rialzo di petrolio e gas causato dal conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran. Tra le misure suggerite, telelavoro e limiti più bassi in autostrada.
L’impennata dei prezzi di petrolio, gas ed energia spinge l’Unione europea a sollecitare interventi immediati per contenere i consumi. La tensione internazionale legata allo scontro tra Stati Uniti-Israele e Iran sta influenzando i mercati energetici, con effetti diretti anche sulle bollette di famiglie e imprese.
Al termine della riunione straordinaria dei ministri dell’Energia, il commissario europeo Dan Jorgensen ha invitato i Paesi membri, Italia inclusa, a valutare strumenti già disponibili per ridurre la domanda. Tra le indicazioni, l’adozione del lavoro da remoto, la diminuzione della velocità sulle autostrade e un maggiore utilizzo dei trasporti pubblici.
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Secondo Jorgensen, non esiste una soluzione unica valida per tutti, ma ogni Stato può adattare le misure alle proprie esigenze. L’obiettivo resta chiaro: limitare il consumo di carburanti, in particolare del diesel, per alleggerire la pressione sul sistema energetico.
Le misure suggerite e il piano per ridurre i consumi
Le raccomandazioni si basano su un piano in dieci punti elaborato dall’Agenzia internazionale per l’energia. Tra le azioni indicate figurano anche la riduzione dell’accesso delle auto nei centri urbani e uno stile di guida più efficiente, capace di diminuire il consumo di carburante.
Il commissario ha inoltre ribadito la necessità di accelerare la produzione da fonti rinnovabili. Alcuni impianti, pur essendo quasi pronti, restano fermi per problemi legati alla rete o alla mancanza di sistemi di accumulo. Bruxelles invita quindi a velocizzare le procedure per renderli operativi.
La situazione, secondo le stime europee, non si risolverà rapidamente. Anche in caso di cessazione del conflitto, i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulla disponibilità e sui prezzi delle risorse.
La Commissione europea sta preparando nuove misure per contenere l’impatto economico. Tra queste, interventi sulle tariffe di rete, possibili riduzioni fiscali sull’elettricità e strumenti finanziari per separare il costo del gas da quello dell’energia elettrica, oltre a sostegni per i settori industriali più colpiti.
Bruxelles guarda anche a scenari più complessi, simili a quelli affrontati nel 2022, pur sottolineando che oggi l’Unione dispone di una maggiore capacità grazie alla crescita delle rinnovabili e a forniture energetiche più diversificate.