Lino Banfi racconta la vita a 90 anni tra carriera, dolore e il faccia a faccia con la morte

Lino Banfi racconta a 90 anni il suo rapporto con la morte e la vita, spiegando di averla affrontata senza timore. Nel nuovo libro ripercorre la sua storia tra successi, dolore e ironia, dagli esordi difficili fino alla fama.

Lino Banfi
Lino Banfi racconta la vita a 90 anni tra carriera, dolore e il faccia a faccia con la morte

A pochi mesi dal traguardo dei 90 anni, Lino Banfi torna a parlare di sé con un’autobiografia in uscita il 28 aprile. Nel libro, intitolato 90, non mi fai paura!, l’attore pugliese ripercorre il proprio cammino umano e professionale, affrontando anche il tema della morte con il tono diretto che lo ha sempre contraddistinto.

Banfi, nato Pasquale Zagaria ad Andria il 9 luglio 1936, racconta senza filtri il passare del tempo. Nel libro descrive un incontro immaginario con la morte, spiegando di averla vista ma di non esserne spaventato. Un passaggio che restituisce bene il suo modo di affrontare anche gli aspetti più delicati dell’esistenza.

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Il racconto non si limita alla figura pubblica, ma scava nella vita dell’uomo, tra ricordi, paure e momenti difficili. La narrazione alterna episodi dolorosi e ironia, cifra che ha sempre accompagnato la sua lunga carriera.

Dagli inizi difficili al successo tra cinema e televisione

L’infanzia di Banfi è segnata dalla guerra e dal timore dei bombardamenti. Da giovane entra in seminario, ma presto sceglie un’altra strada. A soli 18 anni si ritrova senza una casa, deciso però a inseguire il sogno dello spettacolo. I primi passi arrivano nel teatro di varietà, seguiti dagli incontri che segnano la svolta, tra cui quelli con Domenico Modugno e il duo comico Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Negli anni Settanta e Ottanta diventa uno dei volti più riconoscibili della commedia italiana, grazie a film entrati nella memoria collettiva come L’allenatore nel pallone. Con il tempo riesce a reinventarsi, conquistando nuove generazioni anche in televisione.

Dal 1998 il suo volto è legato alla serie “Un medico in famiglia”, che lo trasforma nel “nonno d’Italia”. Un ruolo che rafforza una popolarità capace di attraversare epoche diverse, mantenendo sempre un legame diretto con il pubblico.

Nel libro trovano spazio anche i momenti più dolorosi, come la perdita della moglie Lucia, pensieri estremi e un grave incidente dal quale è uscito vivo per caso. Sono pagine in cui l’attore lascia da parte la comicità per mostrare una dimensione più intima e fragile.

Accanto alle difficoltà, Banfi racconta ciò che lo ha aiutato ad andare avanti: la capacità di sorridere anche nei momenti peggiori. L’ironia, per lui, non è solo un tratto artistico ma un modo concreto per affrontare la vita e le sue prove.