Inflazione in aumento a marzo trainata dall'energia e dal carrello della spesa

Inflazione in aumento a marzo 2026 spinta dal rialzo dell’energia, con prezzi al consumo in crescita dell’1,7% su base annua e rincari più marcati per alimentari e beni quotidiani.

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Inflazione in aumento a marzo trainata dall'energia e dal carrello della spesa

A marzo 2026 i prezzi tornano a salire con maggiore intensità. Le stime preliminari indicano un aumento dello 0,5% rispetto a febbraio e dell’1,7% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente. Il dato riguarda l’indice Nic, che misura il costo della vita per le famiglie al netto dei tabacchi.

A incidere maggiormente è la ripresa dei costi legati all’energia. Dopo mesi di cali, sia le tariffe regolamentate sia quelle di mercato mostrano una risalita evidente, riducendo le flessioni registrate in precedenza e spingendo verso l’alto il livello generale dei prezzi.

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Parallelamente cresce il costo dei prodotti freschi, in particolare gli alimentari non lavorati, che segnano un aumento più marcato rispetto a febbraio. Il cosiddetto carrello della spesa, che comprende beni essenziali come cibo e prodotti per la casa, registra un incremento del 2,2% su base annua.

Servizi in rallentamento e inflazione di fondo in calo

Non tutti i comparti però seguono lo stesso andamento. I servizi mostrano una dinamica più contenuta: rallentano quelli legati al tempo libero, alla cultura e alla cura della persona, così come i servizi di trasporto e quelli legati all’abitazione. Questo contribuisce a ridurre il divario tra servizi e beni.

L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari freschi, scende all’1,9% rispetto al 2,4% del mese precedente. Anche il dato depurato dei soli beni energetici si riduce, segnalando una minore pressione diffusa sui prezzi.

Guardando alle singole componenti, i beni tornano a crescere su base annua, mentre i servizi rallentano. Il differenziale tra i due comparti si restringe sensibilmente, passando da quasi quattro punti percentuali a poco più di due.

Su base mensile, l’aumento complessivo è sostenuto soprattutto dai rincari energetici, sia regolamentati sia liberi, oltre che dai trasporti e dagli alimentari freschi. A compensare in parte questi aumenti interviene il calo dei prezzi nei servizi ricreativi e culturali.

L’indice europeo Ipca, che considera anche fattori come la fine dei saldi stagionali, segna un incremento dell’1,6% su base mensile e dell’1,5% su base annua, restando stabile rispetto a febbraio.