Ucraina, Tajani a Kiev per i ministri Ue e rilancia la pace giusta
Antonio Tajani è a Kiev per la riunione dei ministri degli Esteri Ue mentre si commemorano le vittime di Bucha, a quattro anni dalle stragi. Sul tavolo sostegno militare, responsabilità russe e prospettive di pace.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a Kiev per partecipare alla riunione informale dei capi delle diplomazie dell’Unione europea. L’incontro cade nel quarto anniversario delle uccisioni di civili a Bucha e nelle località vicine, diventate simbolo della guerra iniziata nel 2022.
Prima dell’avvio dei lavori, le autorità ucraine hanno organizzato una cerimonia per ricordare le vittime delle violenze avvenute a Bucha, Irpin e Borodyanka. I rappresentanti europei hanno preso parte alle commemorazioni, rendendo omaggio ai civili colpiti durante l’occupazione russa.
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La riunione prevede più sessioni. Nella prima fase i ministri affrontano il tema delle responsabilità di Mosca per i crimini commessi, con riferimento agli strumenti internazionali già avviati, tra cui la Commissione per le compensazioni e il tribunale speciale per il reato di aggressione.
Sostegno europeo e scenario dopo quattro anni di guerra
Un secondo momento del confronto è dedicato alla situazione sul campo dopo quattro anni di conflitto. I Paesi Ue discutono come rafforzare il supporto a Kiev, in particolare sul piano militare, energetico e delle infrastrutture strategiche.
L’ultima parte dell’incontro guarda invece al futuro dei combattenti ucraini. I ministri analizzano le difficoltà legate al rientro nella vita civile dei veterani e valutano possibili interventi europei per favorire inclusione e stabilità sociale nel periodo post-bellico.
Durante la visita, Tajani ha incontrato anche il personale dell’ambasciata italiana e rappresentanti della comunità imprenditoriale presente nel Paese. Il ministro ha ribadito la vicinanza dell’Italia a Kiev e ha insistito sulla necessità di mantenere una posizione unitaria.
Secondo Tajani, l’obiettivo resta una pace giusta. Il ministro ha sostenuto che la pressione internazionale deve spingere la Russia ad accettare un negoziato senza pretendere territori non controllati. Ha inoltre sottolineato le difficoltà nel dialogo con Vladimir Putin, ritenuto poco incline a fermare il conflitto, esprimendo al tempo stesso fiducia in un possibile ruolo della mediazione statunitense.
Sul piano internazionale, si registra anche lo scontro diplomatico tra Iran e Ucraina. Teheran accusa Kiev di aver sostenuto operazioni militari attraverso l’invio di esperti anti-drone nei Paesi del Golfo, parlando di coinvolgimento diretto nel conflitto. Le autorità ucraine respingono le accuse e ricordano invece l’impiego massiccio di droni iraniani da parte russa contro le città ucraine.
Intanto sul territorio russo, nella regione di San Pietroburgo, le autorità locali riferiscono l’abbattimento di 38 droni. I detriti hanno causato danni ad alcuni edifici, tra cui una scuola e strutture sociali, e provocato il ferimento di tre persone, compresi due bambini.