Covid, variante Cicada BA.3.2 in diffusione globale: sintomi, rischi e cosa sappiamo

Nuova variante Covid BA.3.2 chiamata Cicada si diffonde per via delle mutazioni sulla Spike. Individuata in Sudafrica, circola già in vari Paesi e potrebbe sfuggire in parte alla risposta immunitaria.

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Covid, variante Cicada BA.3.2 in diffusione globale: sintomi, rischi e cosa sappiamo

Una nuova variante del Covid sta circolando a livello internazionale. Si tratta della BA.3.2, ribattezzata “Cicada”, identificata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2024 e oggi osservata con attenzione per la sua capacità di diffondersi rapidamente, in particolare negli Stati Uniti.

Il ceppo appartiene alla famiglia di Omicron ed è rimasto per mesi poco visibile, prima di emergere con maggiore evidenza nel corso del 2025. Gli studiosi la distinguono per l’alto numero di modifiche genetiche, soprattutto nella proteina Spike, elemento chiave che consente al virus di entrare nelle cellule.

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Queste mutazioni potrebbero influenzare il modo in cui il sistema immunitario riconosce il virus. I vaccini aggiornati restano comunque utili nel limitare le conseguenze più gravi dell’infezione, anche se la risposta potrebbe risultare meno immediata rispetto ad altre varianti recenti.

Diffusione, sintomi e possibili effetti

Nel corso del 2025 la variante Cicada ha iniziato a espandersi fuori dal Paese d’origine. A febbraio 2026 risultava già rilevata in 23 Paesi. Negli Stati Uniti il primo caso è stato individuato in un viaggiatore a giugno 2025, con successive tracce emerse anche nelle acque reflue e in diversi Stati.

Al momento non ci sono indicazioni che questa variante provochi forme di malattia più gravi. I sintomi restano simili a quelli già noti, ma la sua struttura genetica potrebbe favorire un aumento dei contagi, specie tra chi non ha una protezione immunitaria aggiornata.

Le indicazioni restano quelle già adottate negli ultimi anni: attenzione ai soggetti più vulnerabili, isolamento in presenza di sintomi, igiene delle mani e uso di precauzioni respiratorie nei contesti a rischio.

Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, la comparsa di nuove varianti rientra nell’evoluzione naturale del virus, destinato a restare presente nel tempo. Il SARS-CoV-2, ormai considerato endemico, continua a mutare e adattarsi, generando ondate di contagi anche in periodi non tipicamente stagionali.

Pregliasco sottolinea che i richiami vaccinali mantengono un ruolo utile, soprattutto per le persone fragili. Per la popolazione generale, una vaccinazione periodica può essere valutata su base annuale, in modo simile a quanto avviene per l’influenza.