Dl fisco in Senato, tensione con le imprese sui tagli al piano Transizione 5.0
Dl fisco, governo e imprese si confrontano dopo i tagli al piano Transizione 5.0. Il decreto arriva in Senato mentre cresce la protesta delle categorie produttive, colpite dalla riduzione dei crediti d’imposta su investimenti già programmati.
Il decreto fiscale approda oggi in Senato per l’esame della commissione Finanze, a pochi giorni dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri. Il testo arriva in Parlamento mentre si intensifica il confronto con il mondo produttivo, che chiede modifiche su alcune misure considerate penalizzanti.
I senatori evitano anticipazioni sugli eventuali correttivi, ma il tema sarà al centro anche di un incontro fissato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sul tavolo, soprattutto, le modifiche al Piano Transizione 5.0, che hanno provocato una reazione compatta da parte delle associazioni di categoria.
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Le critiche si concentrano sul ridimensionamento dei crediti d’imposta per le aziende rimaste senza incentivi a causa dell’esaurimento delle risorse. Si tratta di oltre 7.400 progetti già comunicati, finiti in lista d’attesa e ora ammessi a un beneficio ridotto.
Tagli ai bonus e imprese in difficoltà
Per queste imprese il bonus si ferma al 35% degli investimenti e riguarda solo i beni strumentali, escludendo invece gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza, che in precedenza rientravano tra le spese incentivate. Una scelta che ha acceso le proteste delle associazioni industriali.
Secondo il governo, il ridimensionamento delle risorse è legato alla necessità di mantenere l’equilibrio dei conti pubblici in una fase segnata da forti tensioni internazionali e dal rialzo del prezzo del petrolio, legato al conflitto in Medio Oriente.
Nonostante questo, dal confronto con le imprese potrebbe emergere qualche apertura. L’obiettivo del tavolo convocato al Mimit è valutare la possibilità di reperire fondi aggiuntivi durante l’iter di conversione del decreto.
Il provvedimento interviene anche su altri punti della recente legge di Bilancio. Tra le modifiche principali, viene rinviata al primo luglio l’introduzione della tassa da 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue.
Viene inoltre cancellata la stretta prevista su dividendi e plusvalenze, ripristinando il regime fiscale precedente alla manovra. Una revisione che arriva a pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove regole.
Le reazioni delle categorie produttive restano critiche. Confindustria Moda segnala il rischio di penalizzazioni retroattive per aziende che avevano già pianificato gli investimenti. Anche Confagricoltura denuncia effetti negativi per il settore agricolo e chiede misure concrete di sostegno.