Legge elettorale, il centrodestra avvia la riforma e cerca intesa con le opposizioni
Giorgia Meloni rilancia la riforma della legge elettorale dopo il referendum perso sulla giustizia, puntando a evitare stalli politici. Il centrodestra avvia l’iter in Commissione e apre al confronto con le opposizioni.
Il governo guidato da Giorgia Meloni punta a rimettere mano alla legge elettorale dopo la bocciatura referendaria sulla giustizia, con l’obiettivo di garantire stabilità politica nelle prossime elezioni. L’idea è quella di evitare scenari di equilibrio tra schieramenti che renderebbero difficile formare un esecutivo solido.
Alla Camera prende il via l’esame del cosiddetto Stabilicum, il sistema proporzionale con premio di maggioranza promosso dal centrodestra per superare l’attuale Rosatellum. La proposta nasce dalla convinzione che le regole attuali non siano più adeguate, soprattutto dopo la riduzione del numero dei parlamentari.
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La maggioranza assicura che non ci saranno forzature. I gruppi parlamentari parlano di un percorso aperto al confronto con le opposizioni, da Pd a Movimento 5 Stelle fino ad Alleanza Verdi e Sinistra. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un testo condiviso senza imporre scelte unilaterali.
Secondo il presidente della Commissione Affari costituzionali Nazario Pagano, serve una nuova legge capace di evitare risultati incerti e di chiarire subito chi ha vinto le elezioni. Il Rosatellum, spiega, è stato pensato in un contesto diverso e oggi rischia di produrre maggioranze fragili.
Sulla stessa linea anche Alessandro Colucci, che insiste sulla necessità di garantire governabilità a chi ottiene più voti, indipendentemente dal colore politico. Il confronto, sottolinea, deve essere concreto e non condizionato da scontri ideologici.
All’interno della maggioranza emergono anche posizioni più nette. Riccardo De Corato ribadisce che il percorso della riforma è già tracciato e si dice favorevole all’introduzione delle preferenze, ritenute uno strumento utile per rafforzare il rapporto tra eletti ed elettori.
Forza Italia valuta possibili ritocchi, in particolare sul premio di maggioranza, mentre la Lega mantiene un atteggiamento prudente, pronta a sostenere l’iter senza ostacoli. L’impianto generale, tuttavia, non sembra in discussione.
Sul fronte politico resta esclusa l’ipotesi di elezioni anticipate. Il vicepremier Antonio Tajani e il leader della Lega Matteo Salvini confermano la volontà di arrivare a fine legislatura, concentrando l’azione del governo su economia e crescita.
Intanto Fratelli d’Italia rivendica la stabilità del consenso dopo il referendum, sostenendo che la maggioranza resta un punto di riferimento per il Paese e che non ci sono segnali di crisi interna nonostante le recenti tensioni politiche.