In Cina le sepolture costano troppo e i defunti finiscono nei grattacieli
In Cina le famiglie scelgono appartamenti vuoti per seppellire i defunti a causa dei costi elevati delle tombe, con prezzi alle stelle nelle grandi città e un mercato immobiliare in crisi che rende alcune case più accessibili dei loculi.
Nelle grandi città cinesi la morte ha un prezzo sempre più alto. Il costo delle tombe è salito a livelli tali da spingere alcune famiglie a cercare soluzioni alternative, fino a utilizzare appartamenti vuoti come luoghi di sepoltura. Una scelta irregolare ma sempre più diffusa, legata alla difficoltà di sostenere le spese funerarie tradizionali.
Alla base del fenomeno c’è il cosiddetto caro estinto. Acquistare un loculo o una tomba nelle aree urbane può risultare proibitivo, soprattutto per chi vive nei centri più popolosi. In questo scenario, alcune famiglie optano per immobili inutilizzati, trasformandoli in spazi per accogliere i resti dei propri cari.
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A rendere possibile questa pratica contribuisce anche la crisi del settore edilizio. Migliaia di abitazioni restano invendute o sfitte, creando una situazione in cui, paradossalmente, un appartamento può costare meno di una sepoltura regolare. Questo squilibrio ha favorito un uso improprio degli spazi residenziali.
Il fenomeno si inserisce in un quadro demografico in rapido cambiamento. La popolazione cinese sta invecchiando e il numero dei decessi continua a crescere: nel 2025 si è arrivati a circa 11,3 milioni di morti, aumentando la pressione su cimiteri e servizi funerari già saturi.
Di fronte a questa tendenza, le autorità di Pechino hanno avviato controlli più rigidi. Il governo ha previsto sanzioni per chi utilizza abitazioni come luoghi di sepoltura, con l’obiettivo di fermare una pratica che viola le norme sanitarie e urbanistiche.