Cacciari attacca le primarie del centrosinistra e accusa mancanza di unità su fisco e politica estera
Massimo Cacciari critica Schlein e Conte per aver rilanciato subito le primarie dopo il referendum sulla giustizia, sostenendo che il tema non interessa gli elettori e denunciando divisioni profonde su fisco e politica estera.
Massimo Cacciari contesta la scelta di riaprire il dibattito sulle primarie del centrosinistra all’indomani del referendum sulla giustizia. Secondo il filosofo, la priorità non riguarda la selezione della leadership, ma la definizione di contenuti concreti capaci di parlare agli elettori.
L’ex sindaco di Venezia giudica irrilevante il tema delle primarie per l’opinione pubblica. A suo avviso, se già la riforma della giustizia coinvolgeva una quota minima di cittadini, la discussione sulle modalità interne di selezione dei candidati risulta ancora più distante dalle preoccupazioni quotidiane.
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Nel mirino finiscono le posizioni di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Cacciari osserva che il centrosinistra continua a promettere un programma senza chiarire i punti chiave, mentre restano aperti contrasti su questioni decisive come la politica fiscale e la gestione delle risorse.
Il nodo delle tasse rappresenta, secondo lui, una frattura evidente. Una parte della coalizione evita di affrontare il tema, mentre un’altra ritiene necessario intervenire su profitti, banche e redditi più alti per sostenere il welfare. Su questo terreno, però, non emerge una linea condivisa.
Alle divisioni economiche si aggiungono quelle sulla politica estera. Cacciari evidenzia posizioni oscillanti che rischiano di compromettere la credibilità del progetto politico, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, già difficili da intercettare.