De Luca attacca i genitori del bosco e invoca pene severe
Vincenzo De Luca attacca i genitori del bosco per la scelta di non vaccinare e non mandare a scuola i figli, criticando le condizioni di vita isolate e senza servizi essenziali in una casa rurale abruzzese.
Vincenzo De Luca interviene con parole nette sul caso della coppia che viveva isolata nei boschi abruzzesi con tre figli piccoli. L’ex governatore della Campania, oggi in corsa per il Comune di Salerno, propone sanzioni dure per i genitori, arrivando a ipotizzare fino a tre anni di carcere per la loro condotta.
La vicenda riguarda una famiglia che aveva scelto di vivere in una casa in pietra nel territorio di Palmoli, senza elettricità né riscaldamento, lontana dai servizi e dalla scuola. I figli non frequentavano lezioni e non risultavano vaccinati. Dopo l’intervento delle autorità, i minori sono stati allontanati e trasferiti in una struttura protetta su disposizione della procura.
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De Luca respinge ogni lettura indulgente e punta il dito contro le condizioni in cui crescevano i bambini. Ricorda l’assenza di cure mediche, le vaccinazioni non effettuate e la mancata frequenza scolastica, oltre alle difficoltà legate alla vita quotidiana senza servizi essenziali. Per lui si tratta di una situazione che non può essere giustificata come scelta alternativa di vita.
Nel suo intervento, De Luca collega il tema delle vaccinazioni all’esperienza della pandemia, periodo in cui ha gestito direttamente le tensioni legate ai movimenti contrari ai vaccini. Sottolinea che la tutela della salute dei minori resta un punto imprescindibile.
Pur riconoscendo che l’allontanamento rappresenta un trauma per i bambini, attribuisce la responsabilità ai genitori, accusati di aver compromesso crescita e diritti fondamentali dei figli. Il caso continua a dividere il dibattito pubblico tra chi difende la libertà educativa e chi richiama l’obbligo di garantire istruzione e assistenza sanitaria ai minori.