Francia, madre condannata per i neonati nascosti nel freezer e maltrattamenti alle figlie
Aurélie S. è stata condannata a 25 anni per la morte di due neonati trovati nel freezer, un caso legato a gravi omissioni e violenze familiari emerse dopo la confessione di una figlia.
La Corte d’Assise di Avignone ha inflitto una pena di 25 anni di carcere a una donna di 44 anni, Aurélie S., ritenuta responsabile della morte di due neonati i cui corpi erano stati nascosti in un congelatore. I giudici hanno escluso l’ergastolo, stabilendo che non ci fossero prove sufficienti per dimostrare un’intenzione omicida.
I fatti risalgono al 2018 e al 2019, ma sono emersi solo diversi anni dopo. A far scattare le indagini è stata una delle figlie maggiori della donna, che ha confidato a un’amica quanto accaduto in casa. Da quella rivelazione è partita la scoperta dei corpi, rimasti occultati per quasi quattro anni.
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Durante il processo, Aurélie ha respinto l’accusa di aver voluto uccidere i figli appena nati, parlando invece di una propria inerzia e di una mancata richiesta di aiuto. Ha sostenuto che uno dei neonati fosse morto in seguito a una caduta e che l’altro fosse nato in modo inatteso, versioni che però non hanno trovato riscontro nelle indagini.
La donna, madre di cinque figli, è stata inoltre riconosciuta colpevole di violenze nei confronti delle tre figlie più grandi. I racconti emersi in aula hanno delineato un ambiente familiare segnato da abusi e paura, con episodi ripetuti nel tempo.
Nel corso delle udienze, l’imputata ha mantenuto un atteggiamento distaccato, senza mostrare segni evidenti di coinvolgimento emotivo. La sua posizione, priva di ammissioni di responsabilità, ha alimentato dubbi sulla sua capacità di gestire il ruolo genitoriale e sulle condizioni psicologiche in cui si trovava al momento dei fatti.