Profanata la bara di Pamela Genini, testa rubata e indagini in corso
Pamela Genini è stata profanata nel cimitero di Strozza dopo il femminicidio, con la testa sottratta dalla bara violata. Tracce di silicone fresco e acqua fanno pensare a un’azione recente e organizzata.
La salma di Pamela Genini, 29 anni, è stata violata nel cimitero di Strozza durante il trasferimento dal loculo provvisorio alla tomba di famiglia. I necrofori, aprendo il feretro, hanno scoperto che la bara era stata manomessa e il corpo mutilato: la testa della giovane non c’era più.
Chi ha agito lo ha fatto con metodo. Le viti originali erano state rimosse e il sigillo sostituito con silicone, ancora fresco al momento della scoperta. Dopo aver inciso la lamiera di zinco, i responsabili hanno asportato il capo e richiuso tutto con attenzione, rimettendo al loro posto anche il pannello interno e i fiori.
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Gli investigatori ritengono che l’azione sia stata compiuta da più persone, forse tre o quattro, probabilmente durante una notte di pioggia. Sul feretro sono state trovate tracce d’acqua, elemento che rafforza l’ipotesi di un intervento recente e pianificato.
Accanto al gesto, resta aperto il movente. I familiari della giovane riferiscono di minacce ricevute nei mesi precedenti, legate a somme di denaro presenti sul conto della ragazza. Un elemento che ora viene valutato dagli inquirenti.
Sul caso indaga la Procura, mentre vengono analizzate anche le immagini delle telecamere di sorveglianza del cimitero. L’obiettivo è risalire a chi ha compiuto l’atto e capire dove sia stata portata la parte del corpo sottratta.
Pamela Genini era stata uccisa lo scorso ottobre nel suo appartamento di Milano con circa trenta coltellate dall’ex compagno, che non accettava la fine della relazione. L’uomo è detenuto e deve rispondere di accuse aggravate, tra cui premeditazione e crudeltà.