Trump rilancia sul negoziato con l'Iran e chiama in causa lo Stretto di Hormuz
Donald Trump sostiene che l’Iran stia cercando un accordo per fermare la guerra, mentre la tensione cresce attorno allo Stretto di Hormuz, cruciale per il petrolio, con effetti già visibili sui prezzi dei carburanti.
Il presidente degli Stati Uniti afferma che l’Iran avrebbe avviato contatti per chiudere il conflitto in corso da quattro settimane. Secondo la sua versione, Teheran starebbe spingendo per un’intesa mentre uno dei nodi principali resta la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto globale di petrolio.
Nel suo intervento a Miami durante il summit economico organizzato dal fondo sovrano saudita, Trump ha dedicato gran parte del discorso alla crisi in Medio Oriente. Ha sostenuto che la situazione sia vicina a una svolta e che l’azione americana abbia ridimensionato il ruolo dell’Iran nella regione, parlando apertamente di un cambiamento degli equilibri.
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Il presidente ha insistito sul fatto che il blocco dello stretto stia pesando sui mercati energetici internazionali, con ripercussioni sui prezzi del greggio e dei carburanti anche in Europa. Ha poi ironizzato ribattezzando il passaggio marittimo “Stretto di Trump”, salvo correggersi subito dopo.
Trump ha inoltre dichiarato che l’Iran avrebbe inviato otto petroliere agli Stati Uniti come gesto distensivo. Una ricostruzione che però non trova conferme da parte delle autorità di Teheran, che negano l’esistenza di trattative dirette e parlano soltanto di scambi indiretti di messaggi.
Nel suo intervento, il presidente ha anche fornito numeri sull’operazione militare in corso, spiegando che resterebbero migliaia di obiettivi da colpire per completare la strategia contro le capacità militari iraniane. Ha ribadito che Washington intende proseguire fino a quando riterrà necessario.
Infine, Trump ha criticato duramente la Nato, accusandola di non aver sostenuto gli Stati Uniti durante la crisi. Ha messo in dubbio la solidità dell’alleanza anche in scenari più gravi, sostenendo che alcuni partner non si siano fatti trovare pronti e che questo comportamento avrà conseguenze nei rapporti futuri.