Chiara Mocchi accoltellata a scuola parla dall'ospedale e perdona il suo aggressore
Chiara Mocchi racconta l’aggressione subita da un alunno a Trescore Balneario e spiega perché non prova odio. Dal letto d’ospedale ringrazia chi l’ha salvata e promette di tornare a insegnare nonostante le ferite.
Dal letto dell’ospedale di Bergamo, Chiara Mocchi rompe il silenzio dopo l’accoltellamento subito in classe da uno studente di 13 anni. La docente di francese, colpita al collo e al torace, è fuori pericolo e affida a una lettera dettata al suo legale il racconto di quanto accaduto e dei giorni successivi.
L’insegnante descrive una mattina di scuola trasformata in pochi istanti in un incubo. Ricorda le ferite profonde e la paura, ma anche la rapidità dei soccorsi e l’intervento decisivo di colleghi e sanitari che le hanno salvato la vita. La scena, ripresa con un cellulare, resta per lei difficile da rivivere.
Leggi anche: Chiara Mocchi scrive dall'ospedale dopo l'aggressione e annuncia il ritorno in classe
Nonostante la violenza subita, la professoressa chiarisce di non provare odio. Ai suoi studenti, presenti al momento dell’aggressione, rivolge parole rassicuranti: nessuna rabbia, ma il desiderio di rivederli sereni e al sicuro dopo uno shock che nessun ragazzo dovrebbe affrontare.
Nella lettera ringrazia chi è intervenuto subito, dai colleghi agli operatori dell’elisoccorso, fino ai medici e agli infermieri che l’hanno operata. Un pensiero va anche alle forze dell’ordine e ai familiari, rimasti accanto a lei durante le ore più critiche.
Guardando avanti, Mocchi parla della scuola come del luogo in cui vuole tornare. Spiega che quanto accaduto non deve diventare una barriera, ma un’occasione per comprendere meglio le difficoltà degli studenti, compreso il ragazzo che l’ha ferita, di cui ipotizza un disagio profondo.
Intanto proseguono le indagini. Il legale della famiglia del tredicenne, Carlo Foglieni, riferisce che durante l’interrogatorio il ragazzo appariva distante dalla realtà. Non si esclude che possa aver subito influenze esterne, anche attraverso i social.
Il giovane era seguito da uno psicologo per problemi legati al percorso scolastico e a un rapporto conflittuale con la docente, situazione già nota all’istituto. La famiglia, scossa dall’accaduto, ha espresso sollievo per le condizioni della professoressa e ha dichiarato piena collaborazione con gli inquirenti.
Nonostante le ferite ancora evidenti, Mocchi ribadisce la volontà di tornare tra i banchi. Insegnare, scrive, resta la sua scelta e il suo impegno, anche dopo quanto accaduto.