Trump rinvia l'attacco all'Iran e concede 10 giorni per trattare sullo Stretto di Hormuz
Donald Trump rinvia di dieci giorni l’attacco alle centrali iraniane su richiesta di Teheran, mentre i negoziati restano in stallo e lo Stretto di Hormuz continua a pesare sui mercati energetici globali.
Donald Trump ha deciso di sospendere per dieci giorni i piani militari contro le centrali energetiche iraniane, fissando la nuova scadenza al 6 aprile. La scelta arriva dopo una richiesta diretta di Teheran e punta a lasciare spazio ai negoziati, mentre il blocco dello Stretto di Hormuz continua a influenzare il mercato globale del petrolio.
Il presidente statunitense ha parlato di trattative in corso con segnali incoraggianti, pur ammettendo che l’intesa resta lontana. Durante una riunione alla Casa Bianca ha sottolineato che l’Iran spinge per un accordo, ma ha anche lasciato intendere che Washington non ha ancora deciso se accettarlo. Le posizioni dei due Paesi restano ferme e distanti.
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Gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo un piano articolato che include la rinuncia iraniana al programma nucleare e la riapertura della principale rotta petrolifera mondiale. Teheran, invece, non intende rinunciare al proprio sistema missilistico e vuole mantenere il controllo sul passaggio strategico. Il nodo centrale resta proprio la gestione dello stretto, chiuso da settimane.
Intanto, sul piano militare, gli Stati Uniti continuano a rafforzare la presenza nella regione. Secondo fonti informate, sono in arrivo circa 2200 Marines, supportati da tre navi anfibie e mille paracadutisti. Un dispiegamento che lascia aperta l’ipotesi di un’operazione via terra, nel caso in cui la diplomazia non produca risultati concreti.
Il Pentagono sta valutando diverse opzioni operative per colpire obiettivi strategici iraniani. Tra le ipotesi considerate ci sono interventi su isole chiave per l’export petrolifero e il controllo del traffico marittimo, come Kharg e Larak, oltre alla possibilità di bloccare o sequestrare le navi impegnate nel trasporto di greggio.
Trump ha anche fatto riferimento all’arrivo di dieci petroliere iraniane come possibile segnale distensivo, una versione che però non trova conferme ufficiali da parte di Teheran. Resta quindi incerto se questo gesto basterà a evitare un’escalation, mentre la finestra diplomatica concessa da Washington si riduce giorno dopo giorno.