Operaio di Vicenza arrestato per adescamento di una bambina di undici anni

Un operaio di 36 anni residente nel Vicentino è stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di aver adescato online una bambina di undici anni fingendosi un adolescente. L'uomo ha ottenuto video privati promettendo alla piccola un futuro insieme.

Vicenza
Operaio di Vicenza arrestato per adescamento di una bambina di undici anni

Le forze dell'ordine hanno rintracciato e posto ai domiciliari un uomo di 36 anni, residente in provincia di Vicenza, che utilizzava un profilo falso sui social network per contattare minorenni. L'indagato si spacciava per un ragazzo di 17 anni residente a Milano, utilizzando fotografie di altre persone per rendere credibile la sua messinscena e conquistare la fiducia delle sue giovani vittime.

L'indagine è scattata immediatamente dopo la denuncia presentata dai genitori di una bambina di 11 anni residente nel Riminese. La coppia si è accorta di alcune conversazioni ambigue sul telefono della figlia e ha allertato la Polizia di Stato. Gli specialisti della sicurezza cibernetica hanno analizzato le chat, scoprendo un linguaggio esplicitamente sessuale e la richiesta continua di materiale multimediale autoprodotto dalla minore.

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L'uomo, che viveva ancora con i propri genitori e lavorava come operaio, era riuscito a creare un legame manipolatorio con la piccola, arrivando a prometterle un futuro matrimonio una volta che lei avesse compiuto diciotto anni. Sebbene non siano emersi tentativi di incontri fisici, il trentaseienne era già riuscito a ottenere video e immagini pedopornografiche attraverso lo schermo dello smartphone.

Le indagini della Polizia postale e il materiale sequestrato

Il coordinamento tra gli uffici di Rimini e Vicenza, supportato dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, ha permesso di localizzare l'abitazione del sospettato in breve tempo. Durante la perquisizione informatica, gli agenti hanno sequestrato i dispositivi elettronici dell'uomo, trovando all'interno prove schiaccianti che confermavano i contatti con la bambina romagnola.

Dall'analisi tecnica del cellulare sono emersi dettagli ancora più inquietanti, poiché l'indagato intratteneva conversazioni simili con altre minorenni sparse su tutto il territorio nazionale. Questi elementi hanno spinto la Procura a richiedere una misura cautelare urgente per interrompere l'attività criminale e prevenire ulteriori pericoli per altre potenziali vittime minorenni.

Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare presso l'abitazione dell'operaio. Le autorità proseguono ora gli accertamenti sui file rinvenuti nei dispositivi sequestrati per identificare tutte le altre bambine coinvolte in questo giro di adescamenti online e verificare se ci siano stati scambi di materiale con terzi.